venerdì 20 gennaio | 09:41
pubblicato il 29/gen/2014 09:11

Governo: Letta da Van Rompuy e Barroso, Italia avanti con le riforme

Governo: Letta da Van Rompuy e Barroso, Italia avanti con le riforme

(ASCA) - Roma, 29 gen 2014 - Gli appuntamenti in programma oggi a Bruxelles del presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, avrebbero sicuramente dovuto avere un valore ben preciso. L'intenzione, piu' volte dichiarata nelle scorse settimane, era quella di incontrare i vertici della Commissione europea e i rappresentanti italiani dell'Europarlamento forte di una raggiunta stabilita' politica, con conseguente possibilita' di mostrare un governo coeso e nel pieno delle sue funzioni ed in grado di realizzare nel 2014 (anzi, di aver gia' avviato nella loro realizzazione) le riforme necessarie al Paese e al suo equilibrio, a partire dalle nuove regole elettorali. Cosi' non sara', almeno nella forma. Il tanto annunciato 'Impegno 2014' e' stato congelato e la squadra di governo non e' stata ritoccata come da intenzioni. Anzi, ha perso pezzi (in ultimo Nunzia De Girolamo) che al momento non sono stati sostituiti.

E la nuova legge elettorale e' ancora in piena discussione.

Cio' non significa che il premier - nei suoi incontri di questa mattina con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Barroso - non illustrera' comunque un governo con un orizzonte governativo stabile e impegnato in un grande processo riformatore. Anche perche', lascera' sicuramente intendere Letta ai suoi interlocutori, i tempi per eventuali elezioni politiche anticipate (magari da abbinare a quelle europee previste a maggio prossimo) si vanno sempre piu' riducendo ed una volta passata l'ultima finestra elettorale, valutata intorno al 20 marzo, la questione (anche della paventata instabilita') sara' accantonata e il lavoro dell'esecutivo potra' andare in discesa, a partire dal semestre di presidenza italiana dell'Ue che comincera' il prossimo mese di luglio.

L'intenzione di Letta, come era emerso da sue parole pronunciate a ridosso della fine dell'anno, era fra l'altro quella di sollecitare - con l'appuntamento di oggi - il segretario del Pd Matteo Renzi a concludere la sua verifica di governo e assestare il 'suo' Partito democratico nel governo dando cosi' un fondamentale sostegno all'esecutivo lettiano. Ma cio' non si e' realizzato. Renzi ha evidentemente privilegiato quello che ritiene - certo di oggettiva importanza ma non senza implicazioni strumentali - uno dei passaggi fondamentali per il futuro del Paese: la legge elettorale. Tema attraverso il quale sta compiendo una conta all'interno del partito, sta misurando il suo peso e la sua forza sull'attuale classe dirigente piddina. Solo al termine di essa - una volta appunto capito quale sia il suo grado di 'comando' del partito - potra' dedicarsi all'assetto del governo e all'ingresso a Palazzo Chigi, fino ad oggi tema strategicamente eluso e derubricato a 'vecchia politica', di suoi esponenti. Ecco allora che la direzione del Pd, fissata per discutere del programma di governo il prossimo 6 febbraio, rappresenta per Letta oggi a Bruxelles un ostacolo nel suo voler rassicurare l'Europa sul virtuoso comportamento dell'Italia nel rispetto degli impegni richiesti. I riflessi delle vicende politiche di casa nostra non impediranno pero' al premier di mostrare quello che considera un fiore all'occhiello per il nostro Paese: l'Expo di Milano del 2015. Letta, accompagnato dai ministri Saccomanni, Bonino, Moavero Milanesi, Giovannini e Trigilia presentera' alle istituzioni comunitarie il progetto italiano. Un evento che il premier definisce senza ombra di dubbio un valore aggiunto per l'Italia che, ha ricordato nei giorni scorsi, punta ad una crescita dell'1% quest'anno per arrivare al 2% nel 2015. In questa prospettiva, ha sostenuto, la manifestazione milanese rappresenta un fortissimo volano.

Un'Italia quindi forte sullo scenario internazionale, capace di dire la sua in campo economico. Un'Italia che sara' ancora piu' solida sulla scena politica comunitaria grazie alla nuova legge elettorale, ha sottolineato Letta quasi a voler tranquillizzare i partner Ue, forse disorientati dai termini in cui si sta sviluppando al nostro interno il dibattito sulle nuove regole elettorali e istituzionali, e a voler marcare una sua presenza, un suo contributo nella discussione. ''Conto che con due scelte che sostengo, la nuova legge elettorale e la fine del bicameralismo perfetto'', ha detto nei giorni scorsi, si ''possa renedere l'Italia piu' forte in Europa''.

fdv

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