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pubblicato il 26/apr/2013 12:00

Governo/ Letta alla stretta finale, Palazzo Chigi è più vicino

Da Berlusconi parole distensive su Imu e ministri:non può fallire

Governo/ Letta alla stretta finale, Palazzo Chigi è più vicino

Milano, 26 apr. (askanews) - Enrico Letta continua a considerare l'incarico di formare il nuovo Governo "un peso forse più grande" di quello che le sue "spalle possono sopportare", ma dopo la prima giornata di consultazioni l'obiettivo è più vicino. La svolta che rafforza la sua posizione è arrivata dal leader del Pdl, Silvio Berlusconi, fermo sulla volontà di non rinunciare alla sostanza del programma economico proposto, ma allo stesso tempo deciso a evitare strappi: la restituzione dell'Imu non è un totem e se il nuovo esecutivo farà propria la sostanza dell'agenda economica del centrodestra "il nome e cognome dei prossimi ministri non è certo un problema. Nessuno veto e nessuna richiesta da parte nostra". L'unico no pregiudiziale riguarda il dg di Bankitalia Fabrizio Saccomanni perché "abbiamo già dato con i tecnici". Un fallimento di Letta, per il Cavaliere, sarebbe disastroso: "Non voglio nemmeno pensarci - ha detto al Corriere della Sera e al Gornale da Dallas (Usa), dove ha partecipato all'inaugurazione della biblioteca e del museo che celebrano l'amico George W. Bush -. Bisogna muoversi subito, bisogna uscire dalla recessione che uccide l'economia. Letteralmente: ci sono imprenditori che si suicidano, lo vedete anche voi. E io, che sono anche imprenditore, vedo ovunque situazioni terribili, aziende con le spalle al muro. Non c'è tempo da perdere. Ma ho sentito Alfano, sia lui che Brunetta erano soddisfatti: mi sembra che le cose si stiano mettendo bene". Parole di incoraggiamento sintetizzate da Berlusconi a Letta anche in una telefonata "di trenta secondi", ha precisato ieri il premier incaricato. Oggi il vice segretario del Pd tenterà la stretta finale e valutarà se ci sono effettivamente le condizioni per sciogliere la riserva. Con Berlusconi, che tornerà in serata dal Texas, non è previsto alcun faccia a faccia. Certo è che ieri "la discussione con il Pdl - ha ammesso Letta - è stata più lunga, quasi due ore, ma d'altronde molte ore ci vorranno ancora perché veniamo da un tempo di diffidenze profonde. Restano differenze significative e serve ancora tempo". Se troverà la strada spianata il vice segretario del Pd salirà al Quirinale già sabato o domenica per presentare a Giorgio Napolitano la lista dei ministri e giurare prima dell'apertura dei mercati. In questo caso il voto di fiducia nei due rami del Parlamento avverrebbe nei primi giorni della prossima settimana. Resteranno comunque all'opposizione Sel, la Lega e il Movimento cinque stelle anche se tutti hanno garantito disponibilità a collaborare in Aula su singoli provvedimenti.

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