venerdì 09 dicembre | 20:28
pubblicato il 11/nov/2011 22:00

Governo/ Lega pressa Berlusconi: Possibile uno di centrodestra

E tenta minaccia: "A rischio alleanze se da Cavaliere ok a Monti"

Governo/ Lega pressa Berlusconi: Possibile uno di centrodestra

Roma, 11 nov. (askanews) - La "terza opzione" affacciata in mattinata da Roberto Calderoli aveva aperto una ridda di voci sulla linea della Lega. Ma alla fine il messaggio che arriva da via Bellerio è sempre lo stesso: "Un governo di centrodestra, con la stessa maggioranza del 14 dicembre, con un premier scelto da Silvio Berlusconi, oppure il voto". Se invece si dovesse davvero formare il governo Monti, "staremo all'opposizione", aspettando di vedere "quanto reggerà l'ammucchiata". Perchè la convinzione del Carroccio è che un altro governo sia ancora possibile: "Stiamo dando al Cavaliere l'ultima possibilità per un governo che davvero lo tuteli". Una giornata di riunioni, intramezzata da un vertice lampo a palazzo Grazioli tra Umberto Bossi e Berlusconi, non sembra dunque - ad ora - aver spostato la linea leghista. Che però - sempre ad ora - non sembra aver prodotto risultati sul Cavaliere, descritto "amareggiato" per un'eventuale rottura definitiva con la Lega che potrebbe profilarsi. La giornata di oggi ha visto un rinnovato pressing sul Cavaliere per convincerlo a far saltare l'ipotesi Monti: "Al Senato non avrebbe i numeri", era il messaggio inviato, accompagnato dalla minaccia sulle alleanze locali: "Se anche Berlusconi appoggia il governo tecnico che farà pagare al nord il risanamento, come possiamo continuare a governare con loro a livello locale?". Una minaccia spuntata, riconoscono gli stessi leghisti, visto che l'uscita dal governo nazionale accompagnata alla rottura delle giunte locali "sarebbe troppo dura da reggere: siamo noi quelli che abbiamo più da perdere". Insomma, "le alleanze locali per ora tengono, vedremo in futuro". Il 'piano A' del Carroccio resta dunque quello di un esecutivo di centrodestra: "Se riuscissimo a stoppare il governo Monti, a quel punto supereremmo quota 325 deputati, anche senza l'Udc con la quale pure si potrebbe discutere", è la convinzione. Il nome è sempre quello di Angelino Alfano, in prima battuta, in subordine Lamberto Dini o forse Maurizio Sacconi. Ma comunque "se Berlusconi dovesse indicare un nome diverso da Monti, anche se dovesse fallire potrebbe forse tornare attuale lo scenario del voto anticipato". Da qui il pressing fortissimo sul Cavaliere, in tandem con chi nel Pdl è contrario a Monti, per convincerlo a non arrendersi ai "poteri forti": "Ieri gli hanno fatto perdere 350 milioni in Borsa, è lui ha avuto paura, ma rischia di perderne altrettanti anche con un governo Monti. Finora ha ascoltato le sirene di chi gli assicura che un governo Monti garantirebbe le sue aziende, ma sarà davvero così? Ora il conflitto di interessi gli si sta ritorcendo contro". Ma già da metà pomeriggio Bossi è scomparso dai radar dei giornalisti, e un leghista chiosa: "Dobbiamo aspettare cosa deciderà di fare Berlusconi". Con il timore che i movimenti del Cavaliere sul nome di Dini "servano solo a negoziare una via d'uscita migliore per lui".

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