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pubblicato il 21/ago/2013 08:41

Governo: l'ultimatum del Pdl gela l'ottimismo di Letta

Governo: l'ultimatum del Pdl gela l'ottimismo di Letta

(ASCA) - Roma, 21 ago - Il premier Enrico Letta e' a Vienna dove oggi incontra il cancelliere Werner Faymann. Intervistato da una tv austriaca, il presidente del Consiglio dichiara che all'Italia serve innanzitutto ''stabilita' politica'' insieme a ''meno parole, piu' fatti, meno polemiche, piu' cose concrete e costruttive perche' l'Italia ha vissuto troppa instabilita' e troppe polemiche''. Letta risponde anche ad alcune domande su cosa puo' accadere al suo governo dopo la conferma della condanna per frode fiscale a Silvio Berlusconi da parte della Cassazione: ''Mi fido del fatto che il partito di Berlusconi assumera' le sue decisioni e si assumera' la responsabilita' delle sue decisioni''. Poi fa un riferimento al proprio partito: ''Il Pd decidera' in commissione, le decisioni che assumera' per quanto mi riguarda saranno le decisioni giuste'' (il riferimento e' alla riunione della Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari del Senato che si riunira' il 9 settembre per esaminare il problema della decadenza di Berlusconi dal ruolo di senatore). Sulla possibilita' della grazia, Letta puntualizza: ''Non sono il presidente della Repubblica e quindi non e' un mio potere''. Le dichiarazioni di Letta a Vienna non sono piaciute al vertice del Pdl che si e' tenuto ieri sera ad Arcore. Il Pdl si orienta a chiedere un ''approfondimento'' della vicenda Berlusconi nella riunione della Giunta delle elezioni e a tentare di rimandare alla Corte costituzionale la cosiddetta ''legge Severino'', quella che stabilisce l'incandidabilita' in caso di condanna per reati come la frode fiscale. Alla fine del vertice, Berlusconi avrebbe deciso di dare incarico ad Angelino Alfano, segretario del Pdl, vicepremier, ministro dell'Interno, e a Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera, di incontrare Letta per comunicargli ufficialmente che se non sara' risolto in tempi brevi il nodo della sua agibilita' politica la crisi di governo sara' inevitabile. Le indiscrezioni sulla riunione del Pdl parlano di un Berlusconi disposto a correre il rischio delle elezioni anticipate. Dichiara Fabrizio Cicchitto: ''Proprio coloro i quali fanno prediche sul senso di responsabilita' e sulla necessita' di evitare crisi di governo al buio, dovrebbero far si' che i lavori della Giunta siano quelli di una commissione neutra e certamente non un plotone di esecuzione''. Il Pdl non fa un passo indietro sul tema dell'agibilita' politica del suo leader: se il Pd votera' per la decadenza di Berlusconi dal ruolo di senatore, potrebbe aprirsi la crisi di governo. ''Berlusconi resta il nostro leader'', precisa in una intervista al ''Mattino'' Francesco Nitto Palma, ex ministro della Giustizia e attualmente presidente della commissione Giustizia di palazzo Madama, che aggiunge: ''La legge Severino ha molteplici profili di problematicita' giuridica. Serve un approfondimento perche' non si possono paragonare gli effetti che queste norme hanno su un parlamentare con quelle che hanno su un eletto alla Regione, alla Provincia o in Comune. Senza contare il problema della retroattivita'''. E' preoccupato Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme istituzionali: ''L'auspicio, che e' quasi un appello accorato, e' che nessun pregiudizio, nessun congresso di partito, nessuna tentazione di chiudere con un colpo secco una partita di vent'anni facciano velo a cio' che questo snodo rappresenta per il presente del nostro Paese e per il futuro della nostra democrazia''. Il presidente del Consiglio aveva ostentato ottimismo nella sua intervista alla tv austriaca: ''Il mio e' un governo parlamentare di grande coalizione e deve la sua fiducia al presidente della Repubblica e al Parlamento e lavorera' finche' avra' la fiducia del presidente della Repubblica e del Parlamento''. Letta aveva difeso l'operato dell' esecutivo: ''Sono convinto che gli italiani sappiano i costi che avrebbe l'interruzione di un processo virtuoso che da' la possibilita' di agganciare la ripresa. La ripresa e' a portata di mano, sarebbe un errore non coglierla''. Il premier ha ricordato che sul tavolo del governo c'e' pure la questione dell'Imu che verra' affrontata nella riunione del Consiglio dei ministri fissata per il 28 agosto. gar/lus/rl

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