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pubblicato il 05/dic/2013 12:00

Governo in campo sulle riforme, pronto ddl per nuovo Parlamento

Quagliariello:In Cdm giorno dopo fiducia.Poi tocca a l.elettorale

Governo in campo sulle riforme, pronto ddl per nuovo Parlamento

Roma, 5 dic. (askanews) - Il Governo presenterà "un minuto dopo" la nuova fiducia che il Parlamento è chiamato a rinnovargli mercoledì prossimo un proprio disegno di legge per la riforma costituzionale sul funzionamento di Camera e Senato e la riduzione del numero dei parlamentari. Pronto anche a mettere in campo, se maggioranza e Parlamento lo chiederanno, una propria proposta di nuova legge elettorale. Lo ha confermato, all'indomani della dichiarazione di incostituzionalità del Porcellum per premio di maggioranza e liste bloccate, il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello, convinto che "chi invoca il voto subito in realtà vuole che nulla cambi per speculare sul disastro dell'Italia" e "tornare a votare con la proporzionale" che consegnerebbero il Paese a "trattative per larghe intese per sempre senza che mai nessuno riesca a vincere" alle elezioni, nella sostanziale equivalenza dei tre poli di centrodestra, centrosinistra e grillino. E che "la fine del Porcellum non blin-da la legislatura in quanto tale, blinda la necessità di fare le riforme in questa legislatura". Così come "rafforza il programma del governo Letta, facendo capire a chi faceva ancora finta di non vedere che il nostro è un governo di emergenza nazionale". "Nei prossimi giorni - ha sollecitato Quagaliariello a 'la Repubblica'- dobbiamo lavorare a chiudere un accordo di maggioranza. Noi, come governo, daremo subito un segnale con un'iniziativa immediata, facendo partire la riforma del bicameralismo e la riduzione del numero dei parlamentari. Il disegno di legge l'ho bello e pronto, sta qui nel mio cassetto. Un minuto dopo che il Parlamento ci voterà la fiducia potrà essere presentato in Consiglio dei ministri". Quanto alla riforma elettorale, "non abbiamo più l'affanno della corsa" perche "la 'safety-net' (ovvero la norma di salvaguardia per non tornare più a votare con il Porcellum, ndr) l'ha fatta la Corte costituzionale. Probabilmente il Parlamento l'avrebbe fatta meglio se non fossero prevalsi i soliti massimalismi. Comunque non escludo affatto, in caso di stallo, un disegno di legge del governo anche su questa materia".

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