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pubblicato il 27/set/2013 08:33

Governo: il Pdl non indietreggia. Letta al Quirinale nel pomeriggio

Governo: il Pdl non indietreggia. Letta al Quirinale nel pomeriggio

(ASCA) - Roma, 27 set - Riflettori puntati su quanto annunciato da Enrico Letta: ''Appena atterrato a Roma mi reco da Napolitano per un chiarimento su come andare avanti. La missione del governo italiano a New York e' stata rovinata da quello che e' successo a Roma. Non c'e' alcun colpo di Stato in corso. Siamo di fronte all'arrovellamento attorno al futuro di una forza politica e del suo leader''. L'incontro con il presidente Giorgio Napolitano dovrebbe avvenire nel pomeriggio, dopo che il Capo dello Stato sara' rientrato da Milano dove e' prevista la sua partecipazione al convegno che ricorda l'economista Luigi Spaventa. Precisa il presidente del Consiglio facendo riferimento al messaggio del Capo dello Stato che ieri ha stigmatizzato la scelta dei parlamentari del Pdl di dimettersi qualora venga confermata la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore: ''Il presidente della Repubblica si conferma come punto di riferimento centrale per il nostro Paese, una guida ferma. Condivido le sue parole dalla prima all'ultima''. Letta ritiene necessario un chiarimento nel governo e in Parlamento dopo le annunciate dimissioni di massa dei parlamentari del Pdl che considera, vista la concomitanza con il proprio discorso all'Onu, ''un' umiliazione non per me ma per l'Italia''. Per questo, negli ambienti di palazzo Chigi, non si esclude la richiesta di un voto di fiducia sulle linee di politica economica che dovrebbero guidare la legge di stabilita' da mettere a punto entro il 15 ottobre. Il premier ha manifestato l'intenzione di incontrare i ministri del Pdl prima delle 17, quando ci sara' la riunione del Consiglio dei ministri con all' ordine del giorno le misure da adottare per evitare l'aumento dell'Iva a iniziare dall'1 ottobre. Il Pdl intanto non indietreggia. Dichiara Renato Brunetta, capogruppo alla Camera: ''Il gruppo parlamentare che ho l'onore di presiedere ha raccolto le lettere di dimissioni di tutti i deputati del Pdl, il 100% dei nostri rappresentanti a Montecitorio. Lettere spontanee che sono pervenute in modo puntuale e senza alcun disguido. Un segno di grande unita'''. Tra i firmatari ci sarebbero i ministri Angelino Alfano, Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo e Maurizio Lupi. Al Senato, precisa il capogruppo Renato Schifani, ''87 senatori su 91 hanno trasmesso la loro lettera di dimissioni. Presto si aggiungeranno gli altri che non l'hanno potuto fare perche' all'estero o in viaggio''. Tra i ritardatari c'e' il ministro Gaetano Quagliariello. La giornata politica si presenta fitta di appuntamenti. Alle 10 inizia la riunione della Direzione del Pd che da ieri, dopo il messaggio di Napolitano, e' schierato sulla parola d'ordine ''cosi' non si puo' procedere''. Convocata su data e regole del Congresso dopo il caotico finale dell'Assemblea nazionale di venerdi' e sabato scorsi causa mancanza di numero legale per modificare lo statuto nell'articolo 3 che prevede l'automatismo tra segretario e candidato premier, la Direzione piddina diventa sede di discussione cruciale per confrontarsi sulla situazione politica che puo' precipitare verso le elezioni anticipate. Molti esponenti del partito si augurano che si discuta piu' di contenuti che di norme congressuali. Ieri, a margine di un dibattito pubblico tra Pier Luigi Bersani e Gianni Cuperlo, quest'ultimo ha dichiarato: ''Se c'e' la crisi di governo non so cosa accadra' ma certo se c'e' la crisi viene prima il Paese. Non c'e' dubbio che serve una discussione seria in Parlamento per verificare se ci sono le condizioni per cui il governo vada avanti''. Il candidato alla segreteria sostenuto da dalemiani e bersaniani fa capire che Congresso e primarie per l'elezione del segretario, fissate per l'8 dicembre, potrebbero essere rinviate nel caso la situazione dovesse precipitare verso il voto anticipato in primavera. Alla riunione del Pd partecipera' Matteo Renzi che per ora scarta l'ipotesi della crisi di governo. La Direzione, salvo sorprese, dovrebbe formalizzare sia le regole della fase congressuale (prima i congressi di Circolo, poi il Congresso nazionale e quelli provinciali, rinvio a marzo dei congressi regionali), sia le candidature alla segreteria (Gianni Cuperlo, Matteo Renzi, Gianni Pittella e Pippo Civati). Per quanto riguarda la possibilita' che si concretizzi lo scenario del voto politico anticipato, dalle primarie per l'elezione del segretario si passerebbe a quelle per scegliere il candidato premier del Pd o della coalizione del centrosinistra, qualora si confermi l'alleanza con Sel che domani ha convocato la sua Assemblea nazionale. In questo caso, varrebbe la ''deroga Bersani'': nonostante lo statuto, potrebbero candidarsi piu' esponenti del Pd e non solo il segretario in carica (Guglielmo Epifani e' tra l'altro considerato segretario di transizione). Da qui il possibile duello tra Matteo Renzi ed Enrico Letta. gar/sam/

 

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