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pubblicato il 28/giu/2013 12:00

Governo/ Grillo contro Letta: Sta facendo morire le pmi

Raffinate torture fiscali sott'acqua le fanno annegare

Governo/ Grillo contro Letta:  Sta facendo morire le pmi

Roma, 28 giu. (askanews) - "Capitan Findus Letta è così. Quando vede una piccola media impresa la affoga, ma per scherzo, come si fa tra amici. Il problema è che lo scherzo non gli riesce mai e l'impresa muore per mancanza d'aria. L'ultima stangata del Nipote dello Zio che annegherebbe un elefante è l'anticipo di 2,6 miliardi di euro per l'aumento degli acconti di fine anno. Sale dal 99 al 100% l'acconto dell'Irpef, dal 100 al 101% quello dell'Ires e dal 100 al 110% quello dell'Irap. Una raffinata tortura dell'acqua, un waterboarding, una forma di annegamento controllato su misura per le imprese". Beppe Grillo dal suo blog punta il dito contro le politiche soft del premier Enrico Letta accusandolo di soffocare nei fatti piccole e medie imprese italiane. "Il problema delle pmi -argomenta Grillo- è la cassa, la liquidità, l'argent, i danèe. Le banche non fanno credito impegnate come sono a comprare titoli di Stato italiani. Lo Stato non rimborsa i crediti delle aziende arrivati a circa 130 miliardi. I clienti dilatano i tempi di pagamento a 120, 180 giorni, quando va bene, perché, quando va male, i clienti falliscono e il credito diventa di fatto inesigibile. Il governo però ha assoluto bisogno di soldi per rimandare l'Iva e l'Imu a data da destinarsi. Cosa di meglio allora di un salasso alle imprese invece di tagliare costi inutili? La crisi delle piccole e medie imprese sta facendo crollare il gettito fiscale, che necessita di circa 800 miliardi all'anno, su cui si regge l'Italia. Cosa vuoi di più dalla vita e da Capitan Findus? Una spinta sott'acqua?" E per rendere meglio l'idea del soffocamentop sott'acqua delle pmi ma con il sorriso di cui accusa Letta, Grillo racconta: "un'estate ero al mare quando avvertii delle mani poderose, implacabili, sulle mie spalle. Qualcuno mi spinse sott'acqua. Cercai di divincolarmi per uno, due minuti, senza riuscirci. Dopo molti inutili tentativi, preso dall'angoscia, stavo per rassegnarmi alla mia sorte ma, per incanto, chi mi voleva morto lasciò la presa. Riemerso lo vidi. Non lo conoscevo. Rideva, ma guardandomi cambiò espressione. 'Scusa - mi disse - era uno scherzo, pensavo fossi il mio amico Alberto...'".

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