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pubblicato il 18/apr/2012 21:47

Governo/'Fase due' non accende i partiti,tornano rumors su voto

Pdl 'sospetta' Pd.E c'è chi ricorda 'autoscioglimento' di Ciampi

Governo/'Fase due' non accende i partiti,tornano rumors su voto

Roma, 18 apr. (askanews) - Il Governo Monti "ha girato la boa", diceva oggi un ex ministro del Pd in Transatlantico, il 'Super Mario' dei mesi dell'emergenza ha lasciato il posto al premier 'normale' di questi giorni, che deve accettare molti passi indietro sul mercato del lavoro e che frena a fatica i partiti che chiedono misure per la crescita. Il vertice di ieri sera non ha soddisfatto davvero nessuno, il Pdl incassa una misura che non voleva sulle frequenze, Pier Luigi Bersani dice che "qualche risultato si è ottenuto, ma si può fare di più", il Def non entusiasma nessuno e Monti è costretto, di nuovo, a sferzare i partiti a "condividere" il piano di riforme messo a punto dal Governo. Il risultato è che nei corridoi del Parlamento, già da giorni, è tornata a circolare una parola che dallo scorso autunno non si sentiva: voto anticipato. Solo 'rumors', al momento, ma sicuramente una spia dei tanti malumori che covano nei partiti e nell stesso Governo. Nei giorni scorsi, quando il Pd ha proposto di inserire nella legge elettorale un premio non solo per i primi due partiti ma anche per le forze politiche che scelgono di coalizzarsi, dal Pdl è partita l'accusa: "Il Pd vuole votare con questa legge e vuole farlo ad ottobre", ha detto Osvaldo Napoli. Del resto, rileva una fonte del Terzo polo, "il Pd ha i sondaggi dalla sua e le sue fibrillazioni sono evidenti". D'altro canto, viene fatto notare, è vero pure che Bersani ha ottenuto una vittoria importante sulla riforma del lavoro, costringendo il Governo a fare dietro-front sull'articolo 18, e non si vede al momento su quale tema potrebbe anche solo ipotizzare di togliere la fiducia al Governo. Semmai, osserva un dirigente Pd, "è vero che Monti, esaurita l'emergenza, sembra destinato ad una navigazione più difficile e questo potrebbe spingerlo a considerare esaurito il suo compito", tanto più se si dà credito alle voci su un suo possibile incarico alla guida del Consiglio europeo. Tesi che potrebbe trovare qualche appiglio proprio nelle parole pronunciate oggi dal premier: "La 'rifattura' dell'economia italiana richiederà molti anni. Come può un governo dalla vita breve cercare di contribuire al di là del suo orizzonte? Questa è l'occasione per farlo: il Pnr è il documento al quale affidiamo non solo quello che il governo intende fare ma anche ciò che queste persone chiamate al governo in questo momento difficile, ritengono siano le politiche da condurre per un certo numero di anni". Insomma, secondo questa interpretazione di alcuni dirigenti Pd, Monti, sollecitando i partiti a sostenere il Pnr, di fatto ha anche spiegato che, superata l'emergenza, le sfide che il Paese ha di fronte richiedono un orizzonte di anni, non di mesi, per essere affrontate. Del resto, come ammette un parlamentare del Terzo polo, "tutto si vedrà dopo le amministrative, sarà quello il momento in cui si deciderà se accelerare e andare a votare in autunno, oppure no". Anche a giugno, però, sarà difficile per qualunque forza politica assumersi la responsabilità di sfiduciare il Governo. "Più probabile - spiega sempre la fonte centrista - uno schema simile a quello Ciampi-Scalfaro del '94: potrebbe essere il premier, d'accordo con il capo dello Stato, a proporre di anticipare il voto, per sancire con un voto lo schema delle 'larghe intese' che adesso è solo provvisorio". Scenari al momento di "fantapolitica", come ammettono anche coloro che accettano di parlarne. Ma che, alla fine, consegnano un dato di cronaca certo: nel Palazzo, da qualche giorno, si è tornati a vagheggiare ipotesi di voto anticipato, a testimonianza che la 'fase due' di Monti sembra molto più faticosa dei primi mesi segnati dal 'Salva-Italia' e dal 'Cresci-Italia'.

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