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pubblicato il 20/mag/2013 08:30

Governo: Epifani, il Pdl non metta mine sul percorso dell'esecutivo

Governo: Epifani, il Pdl non metta mine sul percorso dell'esecutivo

(ASCA) - Roma, 20 mag - Da Avellino con un comizio elettorale e con una intervista a ''l'Unita''' di ieri Guglielmo Epifani, neo segretario del Pd, prova a mettere a punto la linea del suo partito. Il primo attacco e' rivolto a Beppe Grillo: ''Ogni cittadino e' libero di scegliere cio' che vuole, ma io non mi permetterei mai di dire a un grillino di strappare la tessera. Io rispetto quella appartenenza e chiedo a tutti rispetto per il Pd. Non funziona cosi' la democrazia''. Poi aggiunge: ''Sappiamo per certo che ogni qualvolta si contrappone la piazza al Parlamento li' comincia la notte della democrazia''. Epifani difende la formula e l'azione dell'esecutivo: ''Bisogna lasciare lavorare il governo e Berlusconi la deve smettere di mettere mine e fare attentati pensando di mettere il governo in fibrillazione con la questione giudiziaria. Questo e' un governo al servizio del Paese, che deve compiere le scelte necessarie. Non e' un governo di pacificazione ma di responsabilita' condivisa''. Dichiara a questo proposito a ''l' Unita''': ''Con Berlusconi i patti devono essere chiari, proprio perche' c' e' un governo di servizio e una congiuntura economica peggiore di quanto tutti ci aspettassimo. Il centrodestra finora ha portato avanti due operazioni: tenere in permanente tensione il governo con questioni giudiziarie e provare a intestarsi tutto e il contrario di tutto''. Il segretario del Pd e' per un'altra metodologia: ''Questo film lo abbiamo gia' visto alla fine del governo Monti, quando da un giorno all' altro Berlusconi ha tolto l'appoggio. Oggi non puo' funzionare cosi'. Se si crede utile la funzione di servizio del governo, lo si faccia lavorare''. Epifani e' anche convinto che il risultato delle prossime elezioni amministrative, che riguardano il 10% degli elettori, non avranno ripercussioni sul quadro politico. L'ex segretario della Cgil argomenta la mancata presenza del Pd a Roma sabato scorso, in occasione della manifestazione della Fiom: ''Mi e' pesato non esserci, ma non siamo una caserma. Vengo da quella storia, sono cinquant'anni che sto in piazza Alle manifestazioni si va, in piazza ci si sta. Ma il problema e' che quando hai responsabilita' di governo il punto non e' tanto stare nelle piazze, quanto risolvere i problemi che le piazze ti pongono, perche' l'estetica delle piazze, cioe' stare li' e non risolvere mai i problemi, non funziona''. Il leader del Pd e' polemico nei confronti di Sel: ''Non mi piace la sinistra che di fronte alle difficolta' scappa sempre. Per questo non si deve tornare alle due sinistre: una che si fa carico delle responsabilita', l'altra che non le vuole. Sel si era presentata con noi al voto ma alla prima difficolta' ha sciolto il matrimonio: si vede che non era un'unione molto solida''. La replica di Nichi Vendola, leader Sel, non si fa attendere: ''Vorrei dire a Epifani che, siccome comprendo il suo nervosismo, eviti di trasformarlo in una gratuita aggressione nei miei confronti. Perche' io ho deciso di portare avanti un'opposizione molto costruttiva. Non ci mettiamo sul terreno della ritorsione polemica perche' per me l'alleanza con Berlusconi non e' un gesto di responsabilita': e' una resa culturale''. Una replica arriva pure da Renato Schifani, presidente dei senatori del Pdl: ''Epifani, appena entrato in campo dalla panchina del Pd, sa che tra poco sara' a sua volta sostituito e cerca di farsi notare accusando ingiustamente il presidente Berlusconi di provocare per far cadere il governo. Da Epifani ci attendiamo meno polemiche e piu' proposte condivise nell'interesse degli italiani''. Il segretario piddino, su ''l'Unita''', affronta la crisi del suo partito: ''Per risalire la china ci sono due obiettivi da tenere insieme. Il primo, certamente, e' stemperare il clima nel gruppo dirigente. Non nel nome di una generica richiesta di collaborazione tra tutti ma di assunzione lucida e razionale di un principio di responsabilita', perche' un Pd che imploda o crolli non sarebbe tollerabile per il Paese. Il secondo obiettivo riguarda il rapporto con i nostri elettori''. Epifani sta pensando a come affrontare la scadenza del Congresso fissato in autunno: ''Proporro' di fare una campagna generalizzata di assemblee, prima che il congresso parta. Penso a una serie di discussioni, incontri, appuntamenti dove vengono spiegate da parte dei gruppi dirigenti le scelte compiute ma in cui vengano ascoltate le ragioni anche di chi non la pensa allo stesso modo''. Puntualizza: ''Il Congresso non deve essere sulla scelta di un nome ma sul rilancio dell'azione del Pd. E dovra' essere preparato bene. Veniamo da settimane di lacerazione, occorre ristabilire subito un clima di concordia e aprire una discussione col nostro popolo''. Poi rivela di aver telefonato a Romano Prodi: ''Al di la' dell'antica amicizia che ci lega ritengo, che abbiamo tutti un torto evidente nei suoi confronti, cosi' come anche nei confronti di Marini. L'ho chiamato per dirglielo e abbiamo deciso di vederci nei prossimi giorni''. Che sia ormai aperta la fase congressuale del Pd lo dimostrano anche le cose dette ieri da Matteo Renzi e Walter Veltroni al Salone del libro di Torino. Il sindaco di Firenze ha presentato ''Oltre la rottamazione'', il racconto di cio' che e' accaduto dopo la sua sconfitta nelle primarie del Pd. Walter Veltroni, che presentava il suo libro ''E se noi domani. L'Italia e la sinistra che vorrei'', ha affermato tra l'altro: ''Oggi Renzi e' sicuramente la persona con maggiori caratteristiche per la premiership. Ma un partito non vive solo di nomi''. gar/red

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