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pubblicato il 27/dic/2013 08:33

Governo: dopo lo stop al ''salva Roma'' oggi Cdm sul milleproroghe

Governo: dopo lo stop al ''salva Roma'' oggi Cdm sul milleproroghe

(ASCA) - Roma, 27 dic - Ultimi giorni del 2013 complicati per il governo. Il Consiglio dei Ministri e' convocato alle 10,30. Sui siti di Camera e Senato restano le convocazioni delle due Assemblee per oggi e domani con ordini del giorno che hanno perso di valore. I gruppi si sono affrettati a comunicare a deputati e senatori che non e' piu' richiesta la loro presenza. I lavori assembleari di gennaio verranno decisi da apposite riunioni dei capigruppo (quella di Montecitorio dovrebbe tenersi gia' oggi). Dopo la decisione del governo di ritirare il decreto ''salva Roma'' a seguito di un incontro tra il premier Enrico Letta e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, le convocazioni dei due rami del Parlamento per una sua approvazione non hanno piu' senso. Secondo palazzo Chigi, la scelta - comunicata alle presidenze di Camera e Senato - e' maturata dopo un colloquio nel quale il Capo dello Stato ha espresso forti perplessita' su come il testo del decreto risultasse molto diverso da quello iniziale da lui firmato a causa dell'accoglimento di ripetuti emendamenti. Lunedi' 23 dicembre il governo aveva ricevuto due fiducie: la legge di stabilita' otteneva il via libera del Senato con 167 si' e 110 no, la Camera confermava con 340 si' e 155 un analogo via libera al decreto legge denominato ''salva Roma'' poi ritirato. L'ingorgo legislativo, che dimostrava una debolezza politica dell'esecutivo, aveva costretto a ripetute sedute e alla richiesta di due voti di fiducia evidenziando un affanno politico acutizzatosi successivamente con l'intervento del Capo dello Stato. Il Consiglio dei ministri di oggi dovra' recuperare nel tradizionale decreto milleproroghe di fine anno - ha spiegato Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento - ''le sole situazioni indifferibili, a cominciare dalle norme sulla base delle quali il Comune di Roma ha approvato il proprio bilancio''. Si attendono percio' provvedimenti in grado di salvare il Campidoglio dal default. Sara' confermato il travaso di quasi 500 milioni dalla gestione commissariale ai bilanci 2013 e 2014? Sara' data la possibilita' al Comune di Roma di aumentare l'Irpef o, in alternativa, di presentare un piano triennale per rientrare dal deficit? Nello stesso decreto, come chiesto dal M5S che aveva minacciato di praticare l'ostruzionismo alla ripresa dei lavori parlamentati, sara' contenuta - recita un comunicato di palazzo Chigi - la correzione, gia' annunciata in Parlamento, alla norma relativa agli affitti di immobili da parte della pubblica amministrazione (si potranno rescindere in tempi brevi). Nel mirino ci sono i costosi locali affittati da alcuni anni dalla Camera nei pressi di piazza S. Silvestro. Nel milleproroghe dovrebbe rientrare pure la norma che impedisce il cosiddetto incrocio di proprieta' tra stampa e tv insieme alla proroga dei pagamenti fiscali per le zone alluvionate della Sardegna. Il milleproroghe, secondo fonti di palazzo Chigi, non si occupera' delle nuove norme sulla Tasi (Tassa sui servizi indivisibili dei Comuni, una delle voci della nuova tassa sugli immobili Iuc, Imposta unica comunale) che entreranno nel provvedimento sull'Imu in scadenza a fine gennaio. I sindaci avevano minacciato nei giorni scorsi il governo di rottura dei rapporti istituzionali se non provvedera' ad alzare il tetto alle aliquote (portando a 3,5 per mille quello sulla prima casa e all'11,6 per mille l'altro sulle seconde). Poi c'e' il problema della mini-Imu (appendice dell'Imu 2013). Il Pd chiede comunque che nel milleproroghe venga prevista la proroga degli sfratti al 31 dicembre 2014. Commenta la situazione Fabrizio Cicchitto, Nuovo centrodestra: ''Quella del governo e' una decisione saggia, che mette comunque in evidenza l'esistenza di un problema che deve riguardare sia il governo sia il Parlamento per cui i decreti non devono diventare lo strumento per essere riempiti del materiale piu' eterogeneo''. Giudizio positivo da Scelta civica. Dichiara Andrea Mazziotti, commissione Affari costituzionali: ''La rinuncia del governo al dl 'salva Roma' e' il degno epilogo di un colossale pasticcio istituzionale e politico. In poche settimane si sono accavallati tra Camera e Senato tre provvedimenti finanziari (stabilita', manovrina e salva Roma) che sono stati scritti, stravolti, emendati, riemendati e riempiti di norme che non c'entravano nulla''. Molto soddisfatto e' Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, che annuncia opposizione anche al milleproroghe: ''Governo Letta sempre piu' in stato comatoso. Dopo l'ignobile figura fatta sulla legge di stabilita' e quella, altrettanto ignobile, sugli affitti d'oro, adesso, rossi di vergogna per le critiche ricevute fanno saltare il decreto stesso con un grottesco contrordine compagni''. Roberto Maroni, governatore della Lombardia, commenta: ''Il governo costretto a ritirare il decreto 'salva Roma': vittoria della Lega, regalo di Natale per i sindaci onesti''. gar/sam/

 

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