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pubblicato il 18/dic/2013 08:35

Governo: dopo la finanziaria Letta e Renzi puntano alle riforme

Governo: dopo la finanziaria Letta e Renzi puntano alle riforme

(ASCA) - Roma, 18 dic - La commissione Bilancio della Camera ha lavorato tutta la notte per licenziare il testo finale della legge di stabilita' su cui il governo chiede il voto di fiducia. Prima di Natale ci sara' il via libera definitivo del Senato. Enrico Letta e Matteo Renzi hanno fretta di archiviare la finanziaria per avviare la stagione delle riforme che nelle loro intenzioni dovrebbe durare l'intero 2014 e forse parte del 2015. ''Nonostante molti fuori da qui non ci credessero, abbiamo mangiato il panettone e se continuiamo a lavorare bene contiamo di mangiarlo anche il prossimo anno'', ha detto ieri Letta ostentando il consueto ottimismo nell'incontro con i dipendenti di palazzo Chigi per gli auguri di fine anno. Renzi, nel periodico appuntamento su Twitter denominato ''Matteo risponde'', e' tornato a esporre il suo programma e a premere per ''un patto alla tedesca'' con gli alleati di governo in modo da mettere nero su bianco le priorita' da affrontare. Primo punto resta la riforma della legge elettorale. ''Ce ne sono tanti di modelli, se ne trovano a bizzeffe - spiega il segretario del Pd - ma il problema e' se c'e' la volonta' politica per una legge maggioritaria che garantisca alternanza e che dia governabilita'''. Il problema non dovrebbe riguardare il solo governo aggiunge, perche' ''ovviamente le riforme istituzionali si fanno con tutti quelli che ci vogliono stare, se poi qualcuno si vuol tirare indietro il tema non si pone''. Renzi opta per una soluzione: ''La legge elettorale si puo' fare non necessariamente con i partiti della coalizione, meglio farla con il piu' ampio schieramento possibile: sono le regole del gioco''. La riforma potrebbe pero' essere fatta con ''chi ci sta'' se dovessero prevalere i tentativi di rinvio, avverte il neosegretario piddino. Secondo il ''Corriere della Sera'', ieri ci sarebbe stato un primo incontro sulla legge elettorale tra Dario Nardella, ex vicesindaco di Firenze, stretto collaboratore del segretario del Pd, e Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera: si sarebbero confrontati sull'idea di correggere il Mattarellum in senso maggioritario. Renzi lancia intanto un ultimatum ad Angelino Alfano: se la legge elettorale non dovesse essere pronta entro la fine di gennaio, la responsabilita' potrebbe essere del Nuovo centrodestra che teme il rischio di elezioni anticipate una volta varate le nuove regole elettorali. Il segretario del Pd rassicura a questo proposito: ''Lo abbiamo detto in tutte le salse, anche perche' il Pd vuole cambiare l'Italia sul serio. Questa avventura e' bellissima. Se ti dicono di giocare centravanti giochi centravanti, se ti dicono di giocare mediano giochi mediano. L'importante e' che la squadra vinca. Io sono interessato a dare una mano perche' il nostro Paese possa riprendere a girare''. Quanto al modello di legge elettorale, il leader del Pd insiste su quello da ''sindaco d'Italia'' ispirato dal professore Roberto D'Alimonte: doppio turno di coalizione, se nessuno al primo turno supera la soglia del 40%; ripristino delle preferenze e ridisegno dei collegi in circoscrizioni piu' piccole rispetto alle attuali. Per quanto riguarda il Senato, ci si augura la sua trasformazione in modo da superare - come auspicato pure dal presidente Giorgio Napolitano - il bicameralismo perfetto. Renzi chiarisce nel suo spazio twitter la sfida al M5S sul terreno delle riforme lanciata nel discorso all'Assemblea nazionale del Pd: ''Io non faccio una proposta di scambio, chiedo di firmare per un risparmio di 1 miliardo: e' una gigantesca occasione, che si puo' cogliere firmando la proposta Pd sul Senato per farne una Camera delle autonomie. Altrimenti mi viene il dubbio che si voglia solo fare polemica con il Pd''. Il patto tra Renzi e Letta formulato domenica scorsa all'Assemblea nazionale del Pd prevede che dopo le verifiche sulla legge elettorale e l'abolizione del Senato si passi immediatamente al piano straordinario sul lavoro, alla riforma del mercato del lavoro e alla legalizzazione delle unioni civili. Al 2014 guarda anche il Nuovo centrodestra che non condivide tutte le proposte lanciate da Renzi e che ha precisato di avere solo in Letta il proprio interlocutore di riferimento con cui vorrebbe discutere un patto di maggioranza. Stessa posizione per Scelta Civica e Per l'Italia, la nuova formazione centrista di Pier Ferdinando Casini e Mario Mauro, che chiedono di ridiscutere le scelte dell'esecutivo per i prossimi mesi. Varata la legge di stabilita' ci sara' una verifica di maggioranza sul programma? Renzi chiarisce intanto nel suo appuntamento twitter di aver abbandonato il Quirinale lunedi' prima di tutti non per dissenso verso il Capo dello Stato che nel suo discorso di auguri alle autorita' e ai rappresentanti dei partiti aveva ribadito il bisogno di stabilita' politica per il Paese: ''Sono allergico ai buffet istituzionali. Nessuna polemica. Dopo il discorso di Napolitano, ho salutato tutti e sono tornato alla sede del Pd''. gar/sam/

 

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