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pubblicato il 24/gen/2014 08:42

Governo: disgelo Letta-Renzi?. Restano tensioni nel Pd su riforme

Governo: disgelo Letta-Renzi?. Restano tensioni nel Pd su riforme

(ASCA) - Roma, 24 gen 2014 - Enrico Letta, nella trasmissione ''Otto e mezzo'' su La7, lancia segnali di fumo a Matteo Renzi: ''Intervenire su legge elettorale e bicameralismo e' un fatto assolutamente positivo e io lo sostengo''. Quanto ai rapporti con il segretario del Pd, il premier dichiara: ''Ognuno ha il suo carattere e, come gli italiani hanno capito, noi siamo molto diversi ma remiamo nella stessa direzione. Lui ha una grande forza nell'interpretare il suo ruolo ed io penso possa essere indirizzata in positivo, il Paese non ha bisogno di diatribe''. Letta precisa: ''Con Renzi c'e' una normale dialettica politica. Io parlo, agisco e faccio cio' che e' necessario fare quando si e' nel mio ruolo. Oggi sono in questo ruolo e devo attuare un programma e fare cose. Lui non ambisce a prendere il mio posto. Oggi ha confermato il suo impegno a lavorare insieme in questo anno''. Il presidente del Consiglio si dice convinto di avere altri mesi davanti: ''Sono assolutamente determinato a proseguire l'opera di risanamento del Paese e a lottare contro la disoccupazione''. Di economia e lavoro si discutera' anche nel Consiglio dei ministri di oggi. Sono allo studio dell'esecutivo nuovi provvedimenti per invertire la tendenza alla recessione, intanto si avvieranno le privatizzazioni a iniziare dalle Poste e una sanatoria fiscale per far rientrare i capitali dall'estero. A conferma del disgelo dei rapporti con Renzi, Letta annuncia che partecipera' alla Direzione del Pd con all'ordine del giorno il Jobs act e il nuovo contratto di programma del governo. Il premier, a sorpresa, annuncia un'altra priorita' del governo: ''Ora che non c'e' Berlusconi, possiamo pensare a una legge sul conflitto di interesse''. Renzi dice la sua in una intervista al Tg3: ''Qualche franco tiratore ci sara' ma se faranno fallire la riforma elettorale senza metterci la faccia, dopo quello che e' accaduto per l'elezione del presidente della Repubblica, allora la strada della legislatura sara' in salita, non affosseranno la legge elettorale ma Letta''. Il segretario del Pd si riferisce ai tentativi in atto alla Camera di cambiare il testo della riforma concordato con Silvio Berlusconi. A questo proposito, chiarisce: ''Le modifiche sono possibili in Parlamento se tutti sono d' accordo. Gli emendamenti saranno discussi dentro il gruppo Pd, alcuni li condivido ma nessuno puo' farsi la sua legge elettorale, vanno condivisi da Fi fino a Ncd''. Quanto a eventuali emendamenti di minoranza: ''Non e' che non accetto io ma non sia una scusa per far saltare tutto il pacchetto, che prevede l'eliminazione del Senato, la riforma del Titolo V della Costituzione, principi che non possono essere messi in discussione da forze che hanno lo 0,01. E' l'ultima chiamata per la dignita' del Parlamento''. Da qui l'ammonimento che aveva gia' rivolto all'assemblea dei deputati piddini di martedi' scorso: o si fanno le riforme o la legislatura non ha piu' senso e si va alle elezioni anticipate. Ipotesi quest'ultima che posiziona Renzi su una posizione di forza rispetto ai suoi critici, sarebbe infatti ancora lui ad avere un ruolo centrale nella campagna elettorale e nella composizione delle liste del Pd. Il sindaco di Firenze annota a proposito dei rapporti con il presidente del Consiglio: ''Il governo e' Letta, io faccio un altro mestiere. Il governo deve darsi bello sprint e credo che ci siano tutte le condizioni perche' avvenga. Nel patto di governo, pero', non ci siano solo espressioni in politichese ma cose concrete''. Renzi argomenta la sua posizione sulle prospettive dell'esecutivo: ''Il patto di programma va fatto il prima possibile, noi faremo una bella Direzione. Se c'e' da discutere, si discutera' poi avanti come un treno''. E a quanti lo paragonano a Bettino Craxi per la dose eccessiva di decisionismo replica: ''Craxi e' stato un personaggio molto importante finito maluccio. Io non ho mai conosciuto quella stagione, avevo un anno. Comunque basta parlare di passato. Non e' decisionismo fare quello che chiedono gli italiani''. La minoranza del Pd che fa riferimento a Gianni Cuperlo continua a lavorare ad alcuni emendamenti alla riforma elettorale: no alle liste bloccate in modo da reinserire le preferenze, aumento della soglia percentuale per ottenere il premio di maggioranza, abbassamento della soglia dell'8% per i partiti non presenti in alcuna coalizione, alternanza di un uomo e una donna nella composizione delle liste in modo da assicurare una equilibrata rappresentanza di genere. Spiega Alfredo D'Attorre, Pd, bersaniano: ''Come Renzi e' riuscito a convincere Berlusconi sul doppio turno, noi pensiamo che se ci convinciamo tutti insieme e Renzi si convince arriveremo al risultato che ci chiedono gli elettori delle primarie. E' una battaglia non di corrente ma nell' interesse della governabilita'''. Alcune delle proposte della minoranza del Pd coincidono con quelle di Ncd, Scelta civica, Sel e Popolari per l'Italia. La Lega Nord annuncia strenua opposizione alla clausola dell'8%, mentre Beppe Grillo chiede elezioni anticipate da tenersi con la legge elettorale scaturita dalla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il Porcellum. Il testo della riforma che uscira' dalla commissione Affari costituzionali approdera' nell'Aula della Camera il 29 gennaio. Il voto finale e' previsto il 31 gennaio. gar/red

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