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pubblicato il 21/ago/2013 13:38

Governo: Di Maio a Moretti, falso che 30 senatori M5S con Pd

Governo: Di Maio a Moretti, falso che 30 senatori M5S con Pd

(ASCA) - Roma, 21 ago - Non e' vero che 30 senatori 5 stelle sarebbero pronti a sostenere un governo Letta bis. Lo scrive su Facebook il deputato M5S Luigi Di Maio. ''Ho letto l'intervista alla deputata Moretti del Pd - scrive il vicepresidente della Camera - in cui sostiene che 30 senatori del Movimento 5 Stelle siano pronti a sostenere un governo Letta/bis. Premesso che i nostri senatori sono meno di 50 in tutto, cio' significa che quasi i due terzi del gruppo parlamentare al Senato sarebbe, come lei dichiara, 'in sofferenza, quindi pronto a passare al misto'. Se fosse stato cosi', questi fantomatici 30, avevano la maggioranza anche per cambiare il nome al gruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, dettarne la linea politica, etc. Cosi' non e' stato''.

Secondo Di Maio, ''la Moretti oggi ha lanciato l'amo per conto dell'establishment. Come c'hanno provato gia' in passato.

Faranno di tutto per non tornare a casa, di tutto. Anche salvare Berlusconi''.

''La verita' - prosegue Di Maio - e' che il Pd fara' di tutto per non tornare a casa. La posta in gioco e' troppo alta. Le loro correnti in vista del congresso stanno affilando le armi. Con un'intervista del genere cercano di spaccarci, e' chiaro. Berlusconi compra direttamente gli avversari, il PD e' solito usare metodi piu' subdoli. Gli riuscira' difficile in un momento in cui siamo veramente compatti''.

''La paura di tornare a casa - sostiene Di Maio - e' una sindrome che affligge molti parlamentari in questo periodo.

Penso a quei senatori del PDL che sono entrati in Senato grazie a premi di maggioranza regionali inaspettati, ma che stavano in lista solo come ''riempi-lista'' (non ci pensano proprio a mollare la sedia). Penso a quelli del Pd che saranno epurati nella prossima faida interna di congresso. E non saranno mai piu' messi in lista (molti bersaniani, etc).

Penso alla Lista Monti che dal 10% ora e' al 4%. Un po' poco per affrontare nuove elezioni''.

''La paura di tornare a casa non ci appartiene altrimenti avremmo regalato i nostri voti a Bersani, alle prime sirene del suo 'governo del cambiamento', poi rivelatosi un bluff.

La paura di tornare a casa non ci appartiene perche' noi a casa troviamo gli attivisti con cui continuare questo percorso, non le Lobby che vi presentano il conto di quanti finanziamenti vi hanno erogato'', conclude Di Maio.

ceg/lus

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