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pubblicato il 21/giu/2011 05:30

Governo/ Day after leghista, con tentazione Maroni premier 2012

'Padania' stoppa voci di divisioni: No commissariamento Giorgetti

Governo/ Day after leghista, con tentazione Maroni premier 2012

Roma, 21 giu. (askanews) - Il diretto interessato glissa, arriva a dire sornione che il gigantesco striscione di Pontida che lo voleva premier non lo ha neanche visto. Ma il day after leghista vive di una tentazione che si fa sempre più strada tra i parlamentari del Carroccio: vedere Roberto Maroni premier, già in questa legislatura, per un governo in ticket con Giulio Tremonti che porti alle elezioni (a scadenza naturale) con un quadro politico non condizionato dalla presenza di Silvio Berlusconi. Del resto, che la premiership del Cavaliere sia in discussione, per la prossima tornata elettorale lo ha detto a chiare lettere lo stesso Umberto Bossi, proprio dal palco davanti al quale campeggiava lo striscione 'Maroni presidente del consiglio'. Ecco allora che torna d'attualità l'ipotesi di convincere Berlusconi ad un passo indietro: "Garantendogli ovviamente un salvacondotto, e magari la possibilità del Quirinale", spiega un parlamentare leghista. Per poi insediare - nell'ultimo anno di legislatura - il premier sognato dai militanti padani, in ticket con un ministro dell'Economia che a quel punto, è la speranza dei leghisti, possa "responsabilmente aprire un po' di più i cordoni della borsa". Non solo: con una maggioranza che a quel punto "potrà recuperare al centrodestra anche Casini e Fini", arrivando alle urne con chance maggiori di vittoria. Visto che, ammette un dirigente, "dopo 10 anni di centrodestra ormai siamo collocati lì". Per ora solo una tentazione. Quel che è certo è che la Lega in questo momento prova a scongiurare le urne, e un dirigente di spicco fa notare che tra i punti di Pontida "ce ne è uno che arriva fino ai prossimi 15 mesi", ovvero l'approvazione da parte del Parlamento della riforma costituzionale sul Senato federale. Un modo per dire che la legislatura potrebbe arrivare alla sua scadenza naturale. Così come tutti i leghisti minimizzano la portata dell'ordine del giorno che il Pdl potrebbe presentare domani per mantenere i ministeri a Roma: "Un ordine del giorno non si nega a nessuno... Se ne approvano a migliaia, nessuno ha mai un seguito". Insomma, anche se il Parlamento dovesse esprimersi in quel senso, il Carroccio non si preoccuperebbe più di tanto. Anche perchè "i veri obiettivi sono la riforma fiscale e il ritiro dalla Libia", spiega un deputato. Ma oltre alla partita di governo, nella Lega rischiava di aprirsi un pesante scontro interno. La notizia uscita su alcuni quotidiani di un possibile commissariamento del partito lombardo, con Rosi Mauro 'legato' al posto di Giancarlo Giorgetti, rischiava di provocare un terremoto nel partito, nel solco di quella divisione tra 'cerchio magico' e resto della Lega che da tempo si ritrova sulle cronache che raccontano la vita interna al Carroccio. Tanto che domani sarà la 'Padania' a chiudere la vicenda: nessun ipotesi di commissariamento, Giorgetti resterà alla guida della Lega Lombarda, potranno leggere i militanti padani sull'organo ufficiale del Carroccio.

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