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pubblicato il 13/mag/2013 18:24

Governo: da Letta stop a comizi ministri. Imu e Cig in Cdm di venerdi'

Governo: da Letta stop a comizi ministri. Imu e Cig in Cdm di venerdi'

(ASCA) - Sarteano (Si), 13 mag - Un metodo, lo ''spirito di Spineto'', con i ministri fuori dalla campagna elettorale, per far superare al governo gli 'scossoni' degli ultimi giorni e quattro priorita' (lavoro, casa, semplificazioni e agevolazioni, riforme) per far decollare l'azione dell'esecutivo. Con un termine preciso, cento giorni, per verificare i risultati raggiunti. Questo il percorso indicato dal premier Enrico Letta, al termine del 'ritiro' che ha visto tutti i ministri riuniti da ieri pomeriggio a questa mattina all'Abbazia di Spineto, nel senese. Al termine dei lavori, Letta, il vicepremier Angelino Alfano e il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, hanno tenuto una conferenza stampa. Per prima cosa il presidente del Consiglio ha voluto far chiarezza sul 'caso' scoppiato in seguito alla presenza di Alfano alla manifestazione di sabato a Brescia, chiedendo ''franchezza e lealta''' a tutti i ministri. ''Abbiamo preso - ha spiegato Letta - la decisione di attenersi a una regola per la quale i ministri si occupano delle cose di governo e fanno il loro meglio per dare risposte ai problemi del Paese stando fuori dalle vicende piu' prettamente politiche e partitiche, a partire dalla campagna elettorale amministrativa. E' una decisione di buon senso per superare i problemi che ci sono e che non si risolvono con la bacchetta magica''. Stop dunque ai comizi dei ministri per evitare ripercussioni sull'esecutivo. E' quello che Letta ha definito lo ''spirito di Spineto'': ''Le cose ci si dicono dentro, con una discussione interna anche dura, si assumono dentro le decisioni e poi si portano avanti''. Senza lealta', ha ammonito, ''ognuno in liberta' fa le proprie scelte, io in primis''. Sulla stessa linea Alfano, per il quale in questi due giorni ''non sono stati certo superati problemi che ci sono da vent'anni'' ma ''il governo non si fara' sopraffare da questi problemi. Noi siamo qui per l'Italia, per il bene dell'Italia'', ha aggiunto il vicepremier, assicurando che lo stop ai ministri per manifestazioni e comizi elettorali ''non e' stata materia divisiva per il governo ma una scelta condivisa e concordata''. Detto questo, c'e' pero' da far decollare l'azione dell'esecutivo e l'arco temporale indicato da Letta e' quello dei cento giorni, con quattro priorita': il lavoro, la casa, lo sblocco dell'economia e la riforma della politica. Per prima cosa venerdi' il Consiglio dei ministri affrontera' le questioni di Imu e rinnovo della Cassa integrazione in deroga e su questo, in questo giorni, il ministero dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, sta effettuando un ''lavoro di coordinamento'' con gli altri ministeri interessati per arrivare ai decreti. Se sul lavoro, poi, la priorita' saranno ''i giovani e chi ha perso il posto'' e la questione sara' ''portata alla discussione dei nostri partner in vista del Consiglio europeo di giugno'', sul tema della casa ''nei primi cento giorni vogliamo lavorare a tutto campo'', con un ''rilancio dell'edilizia'', ma anche e soprattutto varando ''la riforma della fiscalita'''. La terza priorita' e' far ''ripartire'' l'economia con un ''messaggio concreto, forte, positivo agli italiani che vogliono fare qualcosa per il loro Paese'' attraverso ''un pacchetto di iniziative, agevolazioni, semplificazioni, sblocchi, sburocratizzazioni, incentivazioni''. Il quarto punto del governo sara' la riforma della politica e della Costituzione che dovra' ''passare il punto di non ritorno nei primi cento giorni'' perche' non possa ''piu' fallire''. A Quagliariello sara', tra l'altro, affidata la verifica di come ''abolire il finanziamento pubblico'' legando questo percorso all'applicazione dell'articolo 49 della Costituzione, e di come creare una ''rete di sicurezza'' cambiando in tempi brevissimi, con ''1-2 modifiche'' il 'Porcellum' nel caso in cui si verifichi ''l'imponderabile'', cioe' il ritorno alle urne. Per quanto riguarda altre riforme, come quella, 'scivolosa', della giustizia, il governo le affrontera' ma si tratta di temi ''a piu' lunga gittata''. E, a questo proposito, Letta 'schiva' il tema del processo Ruby e degli eventuali contraccolpi sull'esecutivo dei problemi giudiziari di Silvio Berlusconi. ''Io non ho mai commentato sentenze giudiziarie e non comincio ora. Continuo a lavorare per risolvere i problemi degli italiani'', ha detto il premier, rispondendo a una domanda, mentre Alfano ha assicurato che in caso di condanna, da parte di Berlusconi non ci sara' un ''fallo di reazione''. afe/vlm

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