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pubblicato il 29/set/2013 12:00

##Governo/ Da domani tocca alle Camere, 48 ore per verifica Letta

Nel pomeriggio eletti a rapporto da Cav.Riflettori su colombe Pdl

##Governo/ Da domani tocca alle Camere, 48 ore per verifica Letta

Roma, 29 set. (askanews) - Da domani con le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato convocate per le 14,30 alla Camera e alle 16 al Senato si apre il percorso della verifica parlamentare chiesta da Enrico Letta. Nel tardo pomeriggio il presidente del Consiglio salirà al Colle per discutere con il Presidente Giorgio Napolitano i prossimi passaggi, ma intanto appare scontato che tra martedì e mercoledì ci sarà un voto di fiducia. "Non posso anticipare nulla - ha preannunciato Napolitano da Napoli - procederò a un'attenta verifica dei precedenti di altre crisi, a partire dalla crisi del secondo governo Prodi". Il passaggio più delicato sarà ovviamente quello al Senato dove i numeri della maggioranza sono strettamente legati alla partecipazione o meno del Pdl. "E' tradizione che il presidente della Repubblica conceda la scioglimento anticipato delle Camere quando non è possibile dar vita a una maggioranza e a un governo per il bene del Paese", ha spiegato il capo dello Stato. Insomma elezioni solo se non c'è alternativa. E difatti è da palazzo Madama che si sta lavorando per trovare quei 161 voti necessari a sostenere l'esecutivo, visto che alla Camera il centrosinistra ha la forza di andare avanti anche da solo insieme a Scelta civica. Al Senato al momento Pd, con il gruppo delle Autonomie e Scelta civica può contare su soli 138 voti. Certo ora ci sono anche i senatori a vita che possono ingrossare le fila di una possibile maggioranza, ma siamo sempre a 143, forse qualche dissidente del Movimento 5 stelle, ma neanche quelli sarebbero sufficienti. Perciò si lavora sui senatori del gruppo Gal, (in tutto sono 10) anche se Miccichè garantisce sulla fedeltà a Berlusconi di alcuni di loro. E dunque i voti mancanti andranno cercati nelle fila dei malpancisti del Pdl. Mentre per ora alla finestra sono i sette senatori di Sel. Tra le fila dei senatori Pdl Maurizio Sacconi lo dice apertamente: "Moltissimi elettori e militanti del Popolo della Libertà non condividono la deriva estremista che il movimento sta prendendo". Occhi puntati anche sul ministro pidiellino Gaetano Quagliariello che ancora oggi ha manifestato tutto il suo scetticismo sulla linea decisa da Berlusconi e dai falchi del Pdl: "Non ho ancora deciso cosa farò. Sento molte persone ma deciderò ascoltando soprattutto il foro della mia coscienza. Non so ancora dire come mi comporterò in Parlamento. Ascolterò certamente Letta e valuterò: è importante cosa verrà a dire". Ma anche il segretario Angelino Alfano sembra allontanarsi dalla linea del leader: "Oggi lealtà mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo". Domani alle 17 a Montecitorio Berlusconi riunirà i gruppi parlamentari Pdl-Fi di Camera e Senato. Alla riunione, convocata dai capigruppo Renato Schifani e Renato Brunetta, sono attesi anche i ministri dimissionari del Pdl.

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