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pubblicato il 15/feb/2014 18:28

Governo: da Adone a Matteo, i 'fiorentini' a Palazzo Chigi

Governo: da Adone a Matteo, i 'fiorentini' a Palazzo Chigi

(ASCA) - Firenze, 15 feb 2014 - Matteo Renzi pare avviato ormai a diventare il quarto presidente del Consiglio 'fiorentino' nella storia della Repubblica. Il primo e' stato Adone Zoli (maggio 1957-luglio 1958) seguito da Giovanni Spadolini (due governi tra il giugno 1981 e il dicembre 1982) e da Lamberto Dini (gennaio 1995-maggio 1996). Se pero' Spadolini e Dini, per quanto sempre radicati a Firenze, hanno vissuto gran parte della propria vita e della propria carriera fuori dal capoluogo toscano, Zoli (che pur era cesenate di nascita) e Renzi sono accomunati dall'essersi formati, politicamente, proprio a Palazzo Vecchio. Nato a Cesena il 16 dicembre 1887, morto a Roma il 20 febbraio 1960, avvocato, esponente del Partito Popolare Italiano e poi della Democrazia Cristiana, Zoli si era laureato in Legge ed aveva esercitato l'avvocatura prima a Genova, poi a Bologna e, infine, a Firenze. Qui era entrato in contatto col suo collega Tommaso Brunelli, deputato del Partito popolare che avrebbe influenzato le scelte politiche di Zoli. L'avvocato romagnolo, che aveva combattuto nella Prima guerra mondiale meritando tre decorazioni al valore, nel 1921 entro' a far parte del Comitato centrale del partito di don Sturzo. Antifascista, Adone Zoli nel 1943 aderi' alla Resistenza, tanto che fu arrestato a Firenze. Incarcerato a 'Villa Triste', processato e condannato a morte riusci' ad evitare la pena capitale. Dopo la Liberazione di Firenze (11 agosto 1944), fu nominato vice sindaco del capoluogo toscano e divenne uno degli esponenti piu' in vista della Dc: eletto deputato nelle elezioni del 1948, Zoli fu vice presidente del Senato dal marzo 1950 al luglio 1951, quando divenne ministro di Grazia e Giustizia del settimo Governo De Gasperi. Con tale incarico Zoli (che aveva sostenuto a suo tempo l'attuazione di quella che va sotto il nome di 'amnistia Togliatti'), opero' per il miglioramento delle condizioni di vita e della dignita' dei detenuti. Nominato presidente del Consiglio si dimise rifiutando i voti determinanti del Movimento Sociale Italiano. afe/sam/

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