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pubblicato il 07/gen/2014 08:35

Governo: da 'patto' a legge elettorale, settimana clou per Letta e Renzi

Governo: da 'patto' a legge elettorale, settimana clou per Letta e Renzi

(ASCA) - Roma, 7 gen 2014 - Enrico Letta e' al lavoro per definire quel ''patto di coalizione'' che gli chiedono da tempo Nuovo centrodestra, Scelta civica e centristi di Per l'Italia. Il premier, secondo alcune indiscrezioni, si sarebbe prefissato l'arco di due settimane per definire il programma di governo da seguire nel 2014. Usera' i prossimi giorni per incontri con le forze politiche di maggioranza e con i ministri. A questi ultimi ha gia' chiesto di inviargli un rapporto sui provvedimenti di loro competenza approvati dall'inizio della legislatura, su quelli in pole position e su altri da mettere in cantiere. Il premier vorrebbe siglare un accordo impegnativo come quello firmato in Germania da Spd e Cdu che ha dato vita alla ''grande coalizione''. A questo fine, Letta ha chiesto ai leader delle forze di maggioranza (Matteo Renzi, Angelino Alfano, Mario Monti, Mario Mauro) di inviargli memorie scritte sulle scelte programmatiche che ritengono prioritarie. Il nuovo accordo, secondo le intenzioni del premier, dovrebbe essere pronto prima del 29 gennaio, quando si rechera' a Bruxelles per incontrare la Commissione europea. Anche Matteo Renzi vuole tenere fede all'impegno annunciato qualche giorno fa di incontrare i leader di maggioranza e opposizione per fare il punto sulla legge elettorale (nei giorni scorsi e' toccato a Maria Elena Boschi, responsabile riforme istituzionali della segreteria del Pd, avere contatti con le altre forze politiche). Il segretario piddino ha intenzione di usare questa settimana per saggiare le disponibilita' a un accordo sui tre modelli da lui stesso messi al centro del dibattito: spagnolo, Mattarellum corretto, sindaco d'Italia. Renzi ritiene infatti pregiudiziale sbloccare il confronto su questo tema senza vincoli di maggioranza prima di affrontare il problema del nuovo patto di coalizione. Oggi c'e' intanto in calendario il vertice a Montecitorio di Forza Italia proprio sulla riforma elettorale. A presiederlo saranno il coordinatore Denis Verdini e i capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani. La riunione dovrebbe confermare la predilezione da parte dei berlusconiani del modello spagnolo: divisione dell'Italia in 118 circoscrizioni dove si eleggono piu' di deputati, premio di maggioranza pari a 92 seggi. Su questa soluzione non e' d'accordo il Nuovo centrodestra. Il ministro Maurizio Lupi, in una intervista al ''Corriere della Sera'', spiega che il suo movimento predilige il modello della legge dei sindaci: doppio turno di coalizione, 60% dei seggi alla coalizione vincente. Lupi chiede con forza un accordo di maggioranza. In questo confronto potrebbe inserirsi anche il M5S che punta alla riproposizione del Mattarellum: 25% di seggi attribuiti con il metodo proporzionale e il restante con l'elezione dei deputati in singole circoscrizioni. Sul dibattito in corso potrebbe pesare nei prossimi giorni l'atteso contenuto della sentenza con cui la Consulta ha bocciato l'attuale legge in vigore per ''illegittimita' costituzionale''. La tabella di marcia di Renzi prevede l'approvazione della nuova legge elettorale alla Camera entro febbraio in modo da avere la definitiva lettura del provvedimento da parte del Senato entro marzo. Il segretario del Pd non vuole vincolare la discussione sulla riforma elettorale in via preliminare alle forze di maggioranza che sostengono il governo. Sul metodo da seguire si e' gia' verificato un attrito con il vicepremier Angelino Alfano, leader di Nuovo centrodestra, che teme che l'accordo tra Renzi e Forza Italia in materia elettorale sia il preludio di elezioni anticipate entro maggio. Dopo aver approvato le nuove norme elettorali, il segretario del Pd potrebbe in effetti - ammettono i renziani - premere per un accordo sul suo programma (piano straordinario sul lavoro, trasformazione del Senato, unioni civili, cancellazione della legge Bossi-Fini sugli immigrati) usando la minaccia del voto anticipato come ipotesi niente affatto astratta. Gianni Cuperlo, presidente del Pd, chiede al suo partito di uscire dalle ambiguita' e di sostenere in modo convinto il governo o di avere il coraggio di scegliere la via delle elezioni anticipate. A conclusione della verifica di maggioranza sul programma per il 2014, Letta vorrebbe affrontare la questione del rimpasto che non piace a Renzi ma che si impone per le recenti dimissioni di Stefano Fassina, ex viceministro dell'Economia, e dei sottosegretari di Forza Italia che hanno deciso di passare all'opposizione. Nel frattempo occorre far fronte agli impegni quotidiani. Oggi ripartono i lavori del Senato e domani quelli della Camera. Molti i provvedimenti da approvare: dal decreto milleproroghe al decreto Imu fino all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. gar/sam/

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