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pubblicato il 02/apr/2013 12:47

Governo: Crimi, scelta Napolitano non ci soddisfa. Saggi sono politici

Governo: Crimi, scelta Napolitano non ci soddisfa. Saggi sono politici

(ASCA) - Roma, 2 apr - ''Qual e' invece il senso - il non senso, anzi - dell'iniziativa del Presidente? Anche se inizialmente poteva indurre l'impressione di una svolta verso la detronizzazione della casta politica, la scelta di Napolitano non e' altro che un'ulteriore conferma della cecita' che ha colpito la classe politica: ancora non ha compreso il risultato di queste elezioni''. Lo scrive sulla sua pagina Facebook, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Vito Crimi.

''La logica partitica si riscontra oggi nei gruppi ristretti indicati dal Presidente, che di 'saggio' hanno ben poco, e di politico hanno tanto. Altro non sono che la perfetta sintesi della realta' di partito che non vuole saperne di liberarci della sua presenza, ed alla quale gli elettori, con il voto di febbraio, hanno gia' detto addio.

Questa scelta - continua Crimi - dimostra che il sentimento degli elettori e' ben lungi dall'essere compreso, e rende ancor piu' chiara la volonta' della classe politica a proseguire nel solco della casta, riproponendo Violante, colui che nel 2003 svelo' senza vergogna ne' pudore l'inciucio con Berlusconi, ed ancora oggi gode degli assurdi privilegi riservati agli ex Presidenti delle Camere. E' evidente che non hanno capito - o non vogliono capire - la lezione. Come potremmo fidarci, dunque, di tali individui?''.

''Non e' vero, inoltre, che la scelta ci soddisfi: non ci e' mai piaciuta alcuna soluzione che estromettesse il luogo istituzionalmente previsto per la formazione delle leggi, ovvero il Parlamento. Come si evince dalla mia precedente nota, l'unico aspetto cui con piacere abbiamo dato risalto e' la condivisione, da parte di Napolitano, delle ragioni che da mesi sosteniamo (ricevendo in risposta sberleffi e critiche di presunti e sedicenti esperti costituzionalisti): un esecutivo c'e' sempre, ed e' inoltre possibile andare avanti con un governo abilitato a gestire i soli affari ordinari, subordinato all'approvazione del Parlamento per la promulgazione di atti d'urgenza. Una condizione, quest'ultima, che restituisce centralita' al Parlamento, purche' questo inizi a lavorare a pieno regime e non a regime ridotto, delegando, come oggi avviene, ad una sola commissione speciale la trattazione degli affari sopra detti'', aggiunge Crimi.

ceg/red

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