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pubblicato il 18/lug/2011 21:16

Governo/ Congelate le dimissioni di Alfano, è stallo sul rimpasto

Berlusconi a Napolitano: Governo solido. Stasera vertice con Lega

Governo/ Congelate le dimissioni di Alfano, è stallo sul rimpasto

Roma, 18 lug. (askanews) - La battuta che circola è che non sia stato trovato un sostituto "all'altezza". Fatto sta che le dimissioni di Angelino Alfano da Guardasigilli sono state ancora una volta congelate, dopo l'incontro tra Silvio Berlusconi e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Uno stop che blocca anche un'altra partita potenzialmente decisiva per il governo, ovvero la sostituzione di Marco Reguzzoni come capogruppo leghista alla Camera: non gradito ai 'maroniti' che sono la maggioranza larga del gruppo, la permanenza di Reguzzoni rischia di far proseguire le fibrillazioni interne con le ripercussioni sull'esecutivo, a cominciare dal voto sull'arresto di Alfonso Papa previsto per mercoledì. La versione 'ufficiosa' è che il momento di grave crisi economica sconsiglia movimenti rilevanti all'interno del governo. Un'osservazione sollevata anche da Napolitano. Quella 'velenosa' fa riferimento al nome che sembrava in pole position per sostituire Alfano, ovvero Renato Brunetta. In realtà, al Colle Berlusconi è salito con una rosa ampia: tanto ampia (oltre al titolare della Funzione pubblica, anche Frattini, Nitto Palma, Bruno, La Loggia, Bernini) da non indicare il vero prescelto. Insomma, per il nuovo Guardasigilli bisognerà aspettare, probabilmente tutta l'estate. E dunque dovrà aspettare anche Alfano, che invece vorrebbe al più presto assumere pienamente il ruolo di segretario del Pdl. Una situazione che fa dire a qualcuno nel partito che sia proprio questo il motivo del temporeggiare, ovvero la riluttanza di Berlusconi a far spiccare definitivamente il volo al segretario in pectore: il primo passo, è il ragionamento, dell'uscita di scena del premier. In ogni caso, Alfano domani incontrerà i dipendenti di via dell'Umiltà, poi mercoledì i coordinatori regionali del partito: tutte tappe d'avvicinamento all'assunzione piena di responsabilità. Ma oltre ai problemi interni al Pdl, lo stop al rimpasto rischia di complicare anche la situazione della Lega, e di conseguenza quella del governo. Il gruppo della Camera da mesi è spaccato: da un lato il presidente con i suoi 10 fedelissimi; dall'altro i quasi 50 'maroniti', che da tempo tentano di spezzare il 'cercio magico' che circonda Umberto Bossi. Proprio la possibile collocazione di Reguzzoni al governo sarebbe stata la 'quadra', con i 'ribelli' che vorrebbero insediare Giacomo Stucchi alla guida del gruppo già in settimana. Ma ora la situazione rischia di esplodere già mercoledì, nel delicato voto sull'arresto del deputato pidiellino Papa: le continue oscillazioni di Bossi sull'argomento (prima "in galera", poi cauto, poi di nuovo favorevole all'arresto) potrebbero sfociare in una sorta di libertà di coscienza, che sommata al voto segreto potrebbe determinare il via libera alle manette. A meno che dal vertice di questa sera ad Arcore tra i leghisti e Berlusconi non esca un'indicazione netta da Bossi. Altrimenti, il sì agli arresti potrebbe essere l'ultimo atto della guerra dei 'maroniti' contro Reguzzoni, molto più cauto sul sì agli arresti. E da risolvere, ad Arcore, c'è anche la questione legata al decreto rifiuti, ora all'esame della Camera: i leghisti restano contrari, ed oggi in Aula nessuno di loro ha preso la parola in sede di discussione generale. In questo quadro, Berlusconi ha comunque rassicurato il Colle sulla tenuta della maggioranza e dell'esecutivo. Intanto, avrebbe fatto presente il premier a Napolitano, anche l'ultimo voto di fiducia si è risolto con un'ampio scarto a favore del governo. E anche l'alleanza con la Lega, avrebbe assicurato il Cavaliere, è assolutamente solida. A dimostrazione, l'imminente presentazione della riforma della seconda parte della Costituzione, preparata proprio dai ministri leghisti, che domani approderà al pre-consiglio. Riforma che, è la lettura del premier, è anche la risposta più saggia al clima montante di 'anti-politica'. Non solo: proprio sulla riforma il governo e la maggioranza, avrebbe assicurato il cavaliere, intendono continuare con il clima più soft con l'opposizione inaugurato sulla manovra, tanto che copia della bozza è stata inviata per tempo anche ai gruppi parlamentari di minoranza.

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