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pubblicato il 30/nov/2011 05:10

Governo/ Colle e Istituzioni in campo: si apparecchia tavola 5/12

Nel menu medicine amare, ma anche zuccherini: direzione equità

Governo/ Colle e Istituzioni in campo: si apparecchia tavola 5/12

Roma, 30 nov. (askanews) - Il tempo stringe sulle misure anti-crisi che l'Europa chiede all'Italia. Si avvicina inesorabile la data del 5 dicembre, indicata dal governo per la convocazione del consiglio dei ministri che dovrebbe dare il via libera ai primi provvedimenti per far fronte all'emergenza economica. E sulla questione sono mobilitate, oltre all'esecutivo, tutte le alte cariche dello Stato. Non solo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che con Mario Monti ha un filo diretto. Ma anche il presidente del Senato, Renato Schifani, e il suo omologo alla Camera, Gianfranco Fini. Una cabina di regia allargata, insomma, per far quadrare il cerchio. Perchè il menu che verrà presentato sul tavolo del consiglio dei ministri lunedì prossimo comprenderà medicine amare. In questi giorni si sta cercando di capire con quali 'zuccherini' addolcirle. La questione sta particolarmente a cuore al presidente della Repubblica. Più volte il capo dello Stato ha sottolineato la necessità di intervenire sulla crisi con rigore, ma anche con equità. Per fare in modo che i pesi dell'emergenza economica siano distribuiti su tutti, ha detto Napolitano in diverse occasioni negli ultimi mesi. Tradotto in un lessico più attinente alla cronaca di questi giorni: accanto a eventuali interventi sulle pensioni, si mettono in campo interventi sui vitalizi dei parlamentari. Non a caso, la questione è emersa oggi da un incontro di Schifani e Fini con la ministra del Welfare, Elsa Fornero. E' importante - si ragiona al Colle - che il quadro complessivo delle misure anti-crisi non sia squilibrato, ma garantisca che a pagare siano anche coloro che hanno di più e che finora non sono stati toccati. Un fattore importante per la tenuta sociale del pacchetto del governo Monti. Il premier intanto ha visto Napolitano anche oggi. L'occasione è stata quella del giuramento del neoministro alla Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi. Poi però il professore è rimasto al Colle per visitare, insieme al capo dello Stato, la mostra sul Palazzo del Quirinale nei 150 anni dell'unità d'Italia. C'era anche Silvio Berlusconi. Una presenza, quella dell'ex premier, che - per come si è manifestata ieri - segnala un cambiamento di clima, al di là di quanto il Cavaliere dichiari ufficialmente da quando si è dimesso. Berlusconi si è intrattenuto al Quirinale un'oretta, gentile e carino con tutti: da Napolitano, che ha salutato all'arrivo, a Monti, con il quale ha scambiato qualche parola. Un quadretto idilliaco che, anche se solo per un'ora (chissà), ha ricomposto fratture. Il giusto equilibrio tra medicine e zuccherini servirà anche da deterrente per prevenire eventuali distinguo e proteste al momento del voto sulle misure anti-crisi in Parlamento.

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