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pubblicato il 04/apr/2013 12:00

Governo/ Cav 'apre' a incontro con Bersani, ma resta diffidente

Forse prossima settimana. Cav insiste:Nome centrodestra per Colle

Governo/ Cav 'apre' a incontro con Bersani, ma resta diffidente

Roma, 4 apr. (askanews) - Resta il non trascurabile problema della diffidenza, ma c'è anche la necessità di essere realisti. E in questo momento essere dialoganti - o per lo meno mostrarsi tali - può essere utile. E' questo il ragionamento che in queste ore - sponsorizzato dalle colombe del Pdl - Silvio Berlusconi comincia a prendere in considerazione e che lo ha indotto a far trapelare l'ipotesi di un incontro con Pier Luigi Bersani. Il suo istinto - racconta chi ha avuto modo di parlargli - sarebbe quello di far saltare il banco anche perché il sospetto di cui il Cavaliere non riesce proprio a liberarsi, è che alla fine il Pd elegga un capo dello Stato a lui ostile riuscendo anche a conquistare il voto dei 5stelle. Insomma, che anche la disponibilità mostrata martedì dal segretario democratico sia solo manfrina. E se dovesse seguire solo il suo istinto, l'ex premier farebbe di tutto per agevolare la strada delle elezioni anticipate, che - calendario alla mano - si sta facendo sempre più stretta. Da ieri, comunque, c'è una data da tenere come punto di riferimento: 18 aprile, giorno in cui Camera e Senato in seduta congiunta cominceranno a votare per il presidente della Repubblica. Dunque ancora per qualche giorno - è l'argomento che i pontieri hanno sottoposto al Cavaliere - vale la pena di esplorare i possibili canali di trattativa. In queste ore sono ripresi i contatti tra i rispettivi ambasciatori: a cercare di capire se sia possibile preparare il terreno per un incontro (o addirittura un'intesa) sono da una parte Denis Verdini e Angelino Alfano e dall'altra Maurizio Migliavacca e Enrico Letta. Inoltre, va sommato il costante lavorio diplomatico di Gianni Letta, che ha agito di sponda con il Quirinale per il varo delle commissioni dei saggi e per non urtare il quale il Cavaliere - nonostante resti ancora diffidente verso l'iniziativa - ha deciso di abbassare i toni. Una situazione, insomma, che si può definire interlocutoria e in cui Berlusconi - che vuole trarre il maggior profitto dal suo capitale del 30% di voti e dunque evitare il rischio concreto di rimanere isolato - continua ad adottare una delle sue tattiche preferite: ossia quella di giocare su più tavoli. Se incontro ci sarà - viene comunque spiegato - non dovrebbe tenersi prima della settimana prossima giacchè il Cavaliere non sembra propenso a schiodare da Arcore nei prossimi giorni. Quanto alla location, dal Pd ribadiscono che dovrà avvenire in un luogo istituzionale e alla luce del sole. In discussione, prima di tutto, c'è la questione del nome del prossimo inquilino del Colle. Ne girano molti e in serata è arrivato anche l'endorsment di Mara Carfagna - a titolo personale, precisa - verso Emma Bonino. L'ex premier intanto osserva con sospetto gli ammiccamenti tra il Pd e il Movimento5stelle sul nome di Prodi. E se effettivamente deciderà di andare a vedere di persona le carte di Bersani, su un punto sarà chiaro: il Pd non può pensare di cavarsela sottoponendo una rosa di nomi 'non sgradita'. Se non può essere Gianni Letta (o lui stesso), come minimo - per l'ex premier - il prossimo capo dello Stato deve provenire dall'area di centrodestra. L'alternativa a tutto ciò - o più probabilmente il vero obiettivo di Berlusconi - resta quello di un voto il più rapido possibile. La finestra in realtà si fa sempre più stretta e la minaccia rischia di essere un'arma spuntata. Ma i sondaggi confortano il Cavaliere convinto anche che un rapido precipitare degli eventi sarebbe l'unico modo per depotenziare una eventuale discesa in campo di Matteo Renzi. Per questo, mentre ancora si lavora alla manifestazioni di Bari del 13 aprile, l'ex premier dà l'ordine di tenere oliata la macchina organizzativa: dobbiamo programmare - è l'input - un evento di piazza ogni 15 giorni.

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