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pubblicato il 25/ott/2011 14:54

Governo/ Bossi:Rischio crisi, se tocchiamo pensioni ci ammazzano

Se cade, al voto. No a governi tecnici. Draghi fucila Berlusconi

Governo/ Bossi:Rischio crisi, se tocchiamo pensioni ci ammazzano

Roma, 25 ott. (askanews) - Questa volta si rischia la crisi. All'indomani del Consiglio dei ministri che non è riuscito a trovare un'intesa sulla riforma delle pensioni che Silvio Berlusconi intende presentare all'Europa e mentre a Palazzo Grazioli sono riuniti i vertici di Pdl e Lega, il leader del Carroccio, Umberto Bossi, diserta la riunione a casa del premier, arriva a Montecitorio e dichiara: "Stavolta la situazione è pericolosa". Il ministro delle Riforme arriva poco dopo le 11.30 in via degli Uffici del Vicario e, prima di fare il suo ingresso nel Palazzo dei Gruppi della Camera, risponde ai giornalisti che gli domandano se si rischia la crisi di governo: "Certo", è la risposta del Senatùr che definisce "difficile" un accordo sulle pensioni. Bossi ribadisce con chiarezza il no della Lega all'innalzamento dell'età pensionabile: "Posso trattare ma fino ai 67 anni non posso arrivare: la gente ci ammazza. Non posso toccare le pensioni che sono a posto e portarle a 67 anni per far piacere ai tedeschi". Secondo Bossi, infatti, "noi abbiamo il sistema pensionistico che è più a posto di quello francese e tedesco". Se sulle pensioni si dovesse arrivare allo strappo e alla caduta del governo Berlusconi, per Bossi non c'è altra via che il ritorno alle urne: "Mica possiamo fare il governo tecnico...siamo contrari", nemmeno se fosse guidato da Gianni Letta. Quindi va all'attacco di Mario Draghi: non lo nomina ma quando parla della "lettera che viene dall'Europa ma l'ha scritta un italiano" è evidente il riferimento all'ex governatore della Banca d'Italia: "Noi siamo contrari ai governi tecnici anche se chi fa quella roba lì è un italiano, quello che ha scritto la lettera che viene dall'Europa è un italiano. Addirittura a un certo punto dice che bisogna privatizzare le farmacie, sono stupidaggini. La lettera è una fucilata a Berlusconi più che altro". Il leader della Lega non si sottrae alle domande di nessuno. Anzi. Seppure assediato da cronisti e telecamere si concede un caffè seduto ai tavolini dello storico caffè Giolitti. C'è lo spazio anche per un siparietto con Annarella, l'anziana signora diventata ormai un habitue di piazza Monte Citorio e dintorni: "Aò, quello (Berlusconi, ndr) è un puparo e ce vo' fa lavora' fino a 67 anni...Che gle va a di' domani in Europa?". Bossi risponde: "Eccola... ma come fai a sapere le cose che non so neanche io?". Annarella è una furia contro il premier: "S'è magnato pure i sampietrini".

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