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pubblicato il 09/nov/2011 21:39

Governo/ Bossi si prepara al 'tecnico': E' bello fare opposizione

Il Carroccio preferisce il voto ma "non ci taglieremo le vene"

Governo/ Bossi si prepara al 'tecnico': E' bello fare opposizione

Roma, 9 nov. (askanews) - "E' bello stare all'opposizione...". Una frase, quella di Umberto Bossi, che spiega meglio di ogni altra l'atteggiamento con cui la Lega assiste alle manovre che potrebbero portare alla nascita di un esecutivo di larghe intese. Governo in cui la Lega "non ha alcuna intenzione di entrare", ribadiscono tutti. Anche i maroniani, che smentiscono seccamente una 'disponibilità' di Roberto Maroni a far parte di un eventuale esecutivo Monti, ipotesi circolata in ambienti Pdl. Anche oggi Umberto Bossi ha spiegato che "tendenzialmente vogliamo andare al voto". Ma se non sarà possibile, si sottolinea, la Lega non minaccerà sfracelli e barricate contro il governo tecnico: "Ci rendiamo conto che rischiamo grosso - spiegano i leghisti - e il momento è tale per cui non possiamo esagerare". Una posizione che forse si ravvisa nella frase con cui Bossi ha spiegato che "c'è la volontà politica di non fare la fine della Grecia". Ma se non verrà invocata la piazza contro il governo tecnico, questo non vuol dire che il Carroccio farà sconti al nuovo ipotetico esecutivo: "Non ci taglieremmo le vene. Anzi, ci divertiremo a fare una campagna elettorale lunga un anno - spiega un dirigente leghista - e recuperemo la verginità dopo il rapporto con Berlusconi". Uno smarcamento dal Cavaliere che per un'ora è sembrato potesse passare addirittura per un no al maxiemendamento con le norme sulle pensioni. Equivoco che aveva fatto gioire più di un deputato leghista, ma poi chiarito dalla precisazione che, non essendoci nuove misure sulle pensioni nè interventi sul mercato del lavoro, la Lega confermerà il sì al provvedimento. Del resto, che l'opzione governo tecnico fosse più che probabile i maroniani lo sostenevano da giorni, e da subito non si sono strappati i capelli: "Se davvero nascerà, avremo un anno per far dimenticare l'esperienza Berlusconi, un anno per consolidare il nostro peso nel partito, e molto probabilmente una nuova legge elettorale che a differenza del 'Porcellum' non consentirà epurazioni". Ma proprio il nuovo sistema di voto è l'unica incognita per la Lega in caso di governo tecnico: "Se si dovesse celebrare il referendum e si tornasse il 'Mattarellum', comunque non saremmo svantaggiati. Ma rischiamo una legge che ci faccia fuori, ad esempio il modello simil- ungherese che propone il Pd". Proprio questo rischio, ragionano in ambienti Pdl, "potrebbe far propendere per un appoggio esterno del Carroccio". Ipotesi però scartata dai leghisti.

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