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pubblicato il 09/nov/2011 20:40

Governo/ Bersani riunisce vertice Pd per valutare ipotesi Monti

Non mancano le perplessità, ma c'è impegno con il Colle

Governo/ Bersani riunisce vertice Pd per valutare ipotesi Monti

Roma, 9 nov. (askanews) - Pier Luigi Bersani riunisce i vertici del Pd, il coordinamento del partito, allargato alla segreteria, ha appuntamento nella sede democratica a partire dalle 20 per fare il punto sulla situazione politica e valutare la posizione da tenere di fronte all'ipotesi di un governo di transizione. Un governo che, dopo la mossa del Quirinale di nominare Mario Monti senatore a vita, a questo punto ha anche un possibile premier in preallerta. Bersani, al capo dello Stato, ha indicato una linea abbastanza chiara: il Pd è pronto a fare la sua parte solo insieme ad un'ampia maggioranza in Parlamento e con una figura autorevole alla guida. La figura autorevole ora c'è, l'ampia maggioranza è da verificare. Resta il fatto che nel partito ci sono anche diverse perplessità rispetto all'ipotesi di un governo di transizione e bisogna capire come si svolgerà la discussione di questa sera. Ad aprire l'incontro sarà il Vicesegretario Enrico Letta, come è stato specificato nell'sms inviato per la convocazione dei partecipanti. Forse non è un caso che l'introduzione dei lavori viene affidata ad uno dei dirigenti che più sono in sintonia con il Quirinale sulla necessità di dar vita ad un governo di transizione. Già previsto anche l'intervento di Walter Veltroni, altro grande sostenitore del governo di larghe intese. Si tratterà di vedere se parleranno quanti in queste settimane si sono schierati a favore delle elezioni anticipate, a cominciare da Nicola Latorre, Matteo Orfini, Andrea Orlando. Lo stesso Bersani, per la verità, più volte si è detto scettico sulla fattibilità del Governo di larghe intese, innanzitutto per l'ostilità dichiarata di Silvio Berlusconi. All'ultima direzione il segretario Pd aveva detto che bisognava dare disponibiltà ad un Governo di questo tipo, ma aveva anche aggiunto che questo non poteva essere il progetto del Pd: Bersani, raccontano, è convinto che un partito di opposizione non possa mostrare di temere le elezioni e non è entusiasta dell'idea di doversi far carico del risanamento senza passare per il voto. Adesso, però, con la crisi finanziaria che rischia di travolgere l'Italia, molte cose si muovono anche nel centrodestra e il quadro potrebbe cambiare: alla fine Berlusconi potrebbe trovarsi solo e arrendersi. E in quel caso il Pd ci starebbe, Bersani lo ha già assicurato a Napolitano.

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