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pubblicato il 02/apr/2013 19:15

Governo: Bersani, ripensate a mia proposta. Ma da Pdl e' gia' coro di no

Governo: Bersani, ripensate a mia proposta. Ma da Pdl e' gia' coro di no

(ASCA) - Roma, 2 apr - ''Ho convocato questo incontro con la stampa per avere l'opportunita' di chiarire la posizione del Pd, dal momento che nell'ultima settimana ho rivestito un ruolo non usuale''. Per Luigi Bersani apre cosi', alle 16 in punto, la sua conferenza stampa nella sede del Pd. Alla sua destra e' seduto il vicesegretario Enrico Letta, che non prendera' la parola e che alla fine lascera' con la stessa auto di Bersani la sede del partito. L'obiettivo del segretario sembra quello del marcare una presenza dopo il silenzio di Pasqua e Pasquetta piu' che un presentare novita' di analisi e di proposta: ''Io ho lavorato sulle indicazioni scaturite dalla nostra Direzione. Il Paese e' allarmato per la situazione economica, chiede una guida ma anche di ritrovare fiducia su una ipotesi di cambiamento''. Bersani si rivolge ai suoi interlocutori a tutto campo. Al M5S lascia la responsabilita' ''di voler mettere in frigorifero gli 8 milioni di voti ottenuti''. Al Pdl dice: ''Il governissimo sarebbe la paralisi della politica, il chiudersi in un fortino''. Da qui la riproposizione della sua ipotesi di governo che pero' e' stata bocciata nel corso delle consultazioni: ''Guardate meglio alla nostra proposta. Ci poniamo insieme il problema del cambiamento e della corresposnabilita'. Mentre chiediamo di far partire il governo del Paese, offriamo per la 'Convenzione per le riforme' una maggiore corresponsabilta' a chi non farebbe parte del governo''. Non e' chiaro perche' M5S e Pdl dovrebbero accettare ora quello che non hanno accettato una settimana fa, cioe' una compartecipazione al governo (il primo) e la presidenza della Convenzione sulle riforme (il secondo). Conferma tuttavia Bersani:I''Io immagino che il mio pre-incarico sia assorbito in questa nuova fase. Il che non vuol dire che vado al mare. Io ci sono, non intendo essere un ostacolo ma ci sono''. La conferenza stampa di Bersani serve comunque a ribadire lealta' al Capo dello Stato (anche alla scelta di formare i due gruppi di saggi, ''non a caso - dice il segretario Pd - uno sulle cose da fare in economia e nella societa', un altro sulle riforme istituzionali''), il no a elezioni anticipate e al ''governissimo'' con Pdl e Scelta civica. Quanto alla prossima elezione del nuovo Presidente della Repubblica, ci tiene a precisare che ''il Pd, fedele alla Costituzione, lavora alla convergenza piu' larga possibile'' e che e' ''pronto a incontrare Berlusconi ma in una sede istituzionale, non lo voglio incontrare ad Arcore o a palazzo Grazioli''. Quanto al suo ruolo nel Pd, sottolinea: ''Prendete sul serio quello che vado dicendo. Appena ci sara' un congresso, girera' la ruola e tocchera' a un altro. Bersani c'e' se aiuta, se ostacola non c'e'''. In ogni caso, conclude, se ne riparlera' tra 8-10 giorni quando i due gruppi di saggi avranno concluso il loro lavoro, ''la ripartenza e' probabilmente affidata al nuovo Capo dello Stato''. La replica di Angelino Alfano non si lascia attendere: ''Ho ascoltato l'onorevole Bersani con doverosa attenzione e anche con la viva speranza di sentire una parola nuova, un cenno di buon senso, una ragionevole disponibilita' a farsi carico delle esigenze del Paese, a partire dal rilancio dell'economia e dall'ormai indifferibile alleggerimento fiscale per le famiglie e le imprese''. Il segretario del Pdl non lascia spazio al dialogo: ''Invece, devo dire con grande rammarico, ho ascoltato oggi le stesse parole ostinate, chiuse, fuori dalla realta' dei numeri del Parlamento, che l'onorevole Bersani ripete da 36 giorni, cioe' dalla chiusura delle urne, tempo che la sinistra ha usato solo per occupare le Presidenze delle Camere, come ora spera di fare anche per la Presidenza della Repubblica, per impedire ogni dialogo nella direzione della governabilita', e per proporre inutili commissioni per riforme che il Pd ha sempre osteggiato''. Alfano ritende la mano al leader del centrosinistra: ''Per parte mia, ancora una volta, ribadisco una disponibilita' a collaborare nell'interesse dell'Italia. Ma se Bersani vuole occupare tutte le istituzioni, non c'e' alcuno spazio per il dialogo. Nel nostro ordinamento costituzionale, il Parlamento ha il dovere di esprimere una maggioranza e un Governo. Se non lo fa, la parola deve tornare agli elettori. Non ci sono altre vie''. No convinto anche da Fabrizio Cicchitto: ''Cosa deve dire o fare di piu' Grillo per far capire a Bersani che non gli da' i voti per far nascere il suo governo? Spaventa la pervicacia del segretario del Pd che continua caparbiamente a inseguire il populismo dei grillini. L'altra alternativa e' quella di chiedere a noi un sostegno alla vergognosa, magari volatilizzandoci dall'aula del Senato. Ma tutto questo e' ovviamente fantapolitica''. Commenta su Twitter Maurizio Gasparri: ''Imbarazzante conferenza stampa di Bersani. Eloquente la faccia sconsolata di Enrico Letta. Pd in un vicolo cieco. Sembra che da un momento all'altro entrino due in camice bianco per portarlo via''. Insomma, rincara la dose il vicepresidente del Senato, ''Bersani finge preoccupazione per l'Italia ma e' solo disperato per il suo destino personale''. Plauso al leader del Pd arriva invece da Gennaro Migliore, capogruppo di Sel alla Camera: ''E' indispensabile un nuovo governo e penso che la proposta migliore continui a essere quella di Bersani, in particolare per affrontare le urgenze del Paese''. Nichi Vendola incoraggia Bersani plaudendo al no al ''governo della conservazione'' come sarebbe, a suo parere, quello Pd-Pdl e Scelta Civica. Nessun commento al momento da parte dei renziani. La Direzione del Pd potrebbe essere convocata quando sara' noto il lavoro dei due gruppi di saggi voluto dal Presiente Napolitano. gar/vlm

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