sabato 21 gennaio | 16:41
pubblicato il 22/dic/2011 05:10

Governo/ Bersani con Monti congela art.18 e stoppa cabina regia

Il colloquio definito "positivo"

Governo/ Bersani con Monti congela art.18 e stoppa cabina regia

Roma, 22 dic. (askanews) - Alla fine il colloquio con Mario Monti viene definito "positivo", dalle parti del Pd. Pier Luigi Bersani è andato dal presidente del Consiglio dopo giorni di polemiche sull'articolo 18 che, in realtà, erano già state disinnescate nei colloqui telefonici tra il premier e il segretario Pd. Le parole pronunciate ieri dal ministro Elsa Fornero sono la conferma che la correzione di rotta era già avvenuta prima del faccia a faccia tra Monti e Bersani e, del resto, raccontano che il presidente del Consiglio sia apparso "consapevole" delle tensioni sociali create dalla manovra in discussione al Senato e, quindi, della necessità di immaginare un percorso di riforma del mercato del lavoro che non parta da un altro tema scottante come l'articolo 18. Il che non significa che Bersani abbia chiuso la porta a qualsiasi dialogo sul contratto unico, ma più pragmaticamente che il segretario Pd ha chiesto, e pare ottenuto, che questa sia solo l'ultima voce di un complessivo progetto di riforma. Progetto che, ha precisato Bersani, deve partire dal tema degli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro. Bersani, secondo quanto riferito, ha insistito anche molto sull'esigenza di far ripartire la crescita: il segretario Pd ha in particolare sollecitato interventi sul fronte dell'efficienza energetica, lo sblocco del patto di stabilità per i comuni virtuosi, le liberalizzazioni, tutte, non solo quelle delle farmacie o dei tassisti. Infine, è stato affrontato il tema della cabina di regia, sul quale c'era stata una disponibilità di Berlusconi. Non serve, ha obiettato Bersani, tutto si svolge in Parlamento con la massima chiarezza e trasparenza. Il Pd, ha assicurato il segretario a Monti, conferma la propria lealtà al governo, ma chiede anche di poter agire in "trasparenza" nei confronti dei propri elettori: in altre parole "sosteniamo il governo anche se non condividiamo il 100% di quello che viene fatto. Ma dobbiamo anche poterlo spiegare ai nostri elettori che non tutto quello che viene fatto ha il nostro gradimento". Anche per questo Bersani ha ripetuto il suo no alla cabina di regia: "Non siamo una maggioranza, sosteniamo un governo di transizione". E, ha sottolineato il leader Pd, se le scelte del governo venissero concordate prima con tutti i partiti cambierebbe la natura del governo e del sostegno dei partiti, cosa che non conviene né al governo né ai partiti.

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