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pubblicato il 09/nov/2011 21:40

Governo/ Berlusconi vaglia ipotesi Monti, Pdl è una polveriera

Tanti exAn su piede guerra.Anche crollo Mediaset angustia premier

Governo/ Berlusconi vaglia ipotesi Monti, Pdl è una polveriera

Roma, 9 nov. (askanews) - Per fortuna del Pdl, il vertice serale che Silvio Berlusconi ha convocato a Palazzo Grazioli sarà off limits per telecamere e cronisti. La residenza romana del premier diventerà l'occhio del ciclone, ma soprattutto la location in cui lo stato maggiore del Pdl e della Lega ascolterà dalla viva voce del premier quanto elaborato al termine di una giornata in cui - per la prima volta - le indiscrezioni e le prese di posizione pubbliche di alcuni big pidiellini lasciano aperta la porta a un esecutivo guidato da Mario Monti. Il problema è che il Cavaliere si appresta a pronunciare una parola definitiva senza poter contare comunque su una parte rilevante del suo stesso partito. Il Pdl, infatti, si presenta in queste ore come una polveriera. Racconta chi ha avuto modo di parlargli che il Cavaliere in queste ore si mostra ancora cauto, pronto a vagliare ogni soluzione, ma soprattutto molto provato per il crollo di alcune sue aziende in Borsa. Questo dato, assieme a quello che dal governo descrivono come un pressing insistente del Colle (via Letta-Schifani) per aprire la nuova fase, avrebbe convinto Berlusconi a sondare la strada della trattativa. L'esito, come sempre dalle parti di palazzo Grazioli, è ancora da scrivere. Ma l'uscita di Maurizio Lupi e quanto sostenuto nemmeno troppo riservatamente da big del calibro di Cicchitto e Frattini lasciano pensare che di certo Berlusconi affronti il bivio Monti senza preclusioni. Anzi, raccontano fonti vicinissime al premier che di fronte ad alcuni dei colonnelli aennini andati a ribadire la trincea di sempre, 'governo di centrodestra o voto', il premier si sia limitato ad allargare le braccia. Questa, assieme alle indiscrezioni che nel pomeriggio raccontavano dell'apertura di una parte consistente dell'ex FI al governo tecnico, hanno fatto scattare l'allarme rosso nelle file dell'ex An. Una riunione è stata convocata alla Camera, una decina di aennini, servita soprattutto a certificare una ulteriore differenziazione interna: Alemanno per un esecutivo di salvezza nazionale, La Russa dubbioso e pronto a valutare un distinguo al momento del voto (qualche parlamentare ipotizza un'astensione), Matteoli (che però non era presente all'incontro) contrarissimo e pronto a strappare. E poi ancora Meloni e Rampelli ostili senza remore alla carta Monti. Uno dei colonnelli avrebbe contattato in queste ore due ex Fli spingendosi a lanciare un'idea suggestiva ma improbabile: rifare An. Altri importanti dirigenti avrebbero valutato strappi, fino a ipotizzare l'uscita dal gruppo. Ma nulla è ancora deciso e venerdì dovrebbe tenersi una nuova riunione della componente.

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