venerdì 20 gennaio | 15:40
pubblicato il 23/mar/2012 05:10

Governo/ Berlusconi sente Bossi, ma 'sonda' area Casini

Senatùr scettico su deroghe. Pisanu vede leader Udc per conto Cav

Governo/ Berlusconi sente Bossi, ma 'sonda' area Casini

Roma, 23 mar. (askanews) - Una delle critiche mosse a Silvio Berlusconi da amici e detrattori è quella di assecondare sempre l'interlocutore, indipendentemente dalle effettive intenzioni. E in questo modo sembra procedere anche in queste settimane il Cavaliere, almeno a dar credito ai numerosi racconti di alcuni fedelissimi del leader del Pdl. Come un giocatore di poker, Berlusconi spinge i 'moderati' del Popolo della libertà a sostenere le ragioni del governo Monti e assicura di voler puntare proprio sul Professore anche in chiave futura. Nel contempo, mantiene un filo diretto con Umberto Bossi per strappare qualche intesa alle amministrative e lascia intendere al senatùr che entro il 2013 la strade siano destinate a ricongiungersi. Senza lasciare nulla di intentato, affida intanto a Pisanu il ruolo di ambasciatore ufficiale, inviandolo a incontrare Casini e Fini. Procedendo con ordine, il primo tassello della strategia berlusconiana prevede un pressing intenso nei confronti di Bossi. Indipendentemente dalle voci - non confermate - che avvalorano l'ipotesi di un faccia a faccia che si sarebbe tenuto tra mercoledì e giovedì, Berlusconi mantiene un filo diretto con il senatùr. A lui chiede di derogare alla corsa solitaria stabilita dal Carroccio per le amministrative. Berlusconi, d'altra parte, è convinto che la scelta di presentare il simbolo del Pdl al posto di liste civiche rischia di danneggiare il partito e cerca riparo almeno in alcuni accordi con i 'padani' al Nord. Epperò, almeno così sembra, poco o nulla si muoverà su questo fronte. Bossi, infatti, lunedì riunirà i vertici del partito. I maroniani frenano sull'ipotesi di intese. Soprattutto nella città simbolo come Verona. Nel capoluogo scaligero Flavio Tosi, che ha coagulato il consenso di molti dirigenti ex Pdl, punta a vincere da solo. Difficilmente Bossi accetterà deroghe di peso e avrebbe ribadito questa posizione marcatamente scettica anche all'ex premier. Al massimo - e nonostante i ripetuti inviti di Angelino Alfano - sarà concessa solo qualche sporadica eccezione. Eppure Berlusconi avrebbe deciso di non forzare la mano con l'ex alleato, anzi lasciando intendere al senatùr la possibilità di correre di nuovo insieme nel 2013. Più o meno l'opposto di quanto va dicendo ai dirigenti del Pdl lo stesso Berlusconi. Negli ultimi giorni il Cavaliere ha ricevuto - a gruppi di dieci o venti - buona parte dei senatori pidiellini. A loro avrebbe sottolineato il valore di Monti, fino al punto di spingersi a giudicare il Professore addirittura "migliore dell'ipotesi Passera", e auspicando la prosecuzione dell'esperienza Monti a Palazzo Chigi. Ma non basta. In una di queste cene (alle quali ha sempre preso parte Angelino Alfano) Berlusconi ha incaricato Beppe Pisanu di sondare Casini e Fini rispetto alle nuove prospettive dell'area moderata e alla possibilità di sostenere l'esperienza inaugurata dal governo Monti. E in effetti Pisanu ha incontrato i due leader del Terzo Polo nelle ultime ore. In fondo, continuare con un sostegno convinto a questo esecutivo è necessaria conseguenza delle politiche portate avanti da Monti e condivise da Berlusconi, che non ha mancato di rilevare le difficoltà del Pd, a partire dalla partita sul lavoro. Nel corso di una cena, infine, Berlusconi avrebbe addirittura considerato la possibilità di una scissione interna al Pdl, senza mostrare di 'stracciarsi le vesti'. In questo schema, sarebbero gli ex An a scegliere una strada diversa da quella dell'ala azzurra del Pdl, mentre proprio questi ultimi prenderebbero parte a pieno titolo del nuovo progetto moderato insieme a Casini.

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