martedì 24 gennaio | 02:56
pubblicato il 25/set/2012 10:19

Governo/ Berlusconi: Monti cambi passo, vogliamo più coraggio

Punti più su sviluppo e si faccia condizionare menco da sinistra

Governo/ Berlusconi: Monti cambi passo, vogliamo più coraggio

Roma, 25 set. (askanews) - "Vorremmo più coraggio. Avergli dato fiducia e averlo sostenuto finora in parlamento dimostra la lealtà, la serietà e la coerenza con cui abbiamo voluto onorare la scelta "patriottica" delle dimissioni a novembre. Fermi restando rigore nei conti e pareggio di bilancio, è ora opportuno che il governo Monti cambi il passo della politica economica, puntando allo sviluppo". Lo ha affermato l'ex Premier Silvio Berlusconi, leader del Pl, nell'intervista rilasciata all'Huggintown Post, nel suo primo numero on line in versione italiana. "Purtroppo nel momento in cui si doveva accompagnare l'austerità con la crescita - ha sottolineato l'ex Premier- ha pesato sul governo Monti il condizionamento della sinistra: i veti del Pd sulla riforma del mercato del lavoro hanno interrotto l'azione riformatrice. Il professor Monti ha preferito aumentare le tasse invece di rimettere in moto produzione e consumi. E noi abbiamo assunto un doveroso atteggiamento critico verso una politica ormai esclusivamente recessiva". Berlusconi ha infatti intestato soprattutto a sè la nascita del Governo Monti, rivendicandone la paternità. "Il professor Monti era sulla carta il miglior Presidente del consiglio per un governo d'emergenza che avesse l'appoggio sia della maggioranza sia dell'opposizione e potesse fronteggiare al meglio la crisi. Io per primo lo avevo indicato a suo tempo come commissario europeo, e a Bruxelles - è il suo giudizio su questi dieci mesi di governo Monti- non ci ha deluso". Così come "a palazzo Chigi è partito bene, con una politica di continuità rispetto a leggi di bilancio, riforme e provvedimenti assunti dal mio governo in accordo con l'Europa nella lettera di impegni, e relative scadenze del 26 ottobre 2011, approvata dal Consiglio europeo la sera stessa in cui è stata inviata". "Vorrei ricordare - ha sottolineato ancora una volta- che negli anni della crisi è stato il mio esecutivo a mettere in sicurezza i conti dello stato, varando manovre di finanza pubblica per 265 miliardi rispetto ai 60 del decreto "Salva-Italia" di Monti, in modo da raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, come richiesto dalla Banca centrale europea, con un anno di anticipo rispetto alle previsioni iniziali. Ricordo pure di avere detto no ad assoggettare l'Italia al programma della Troika al G20 di Cannes il 4 novembre 2011".

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