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pubblicato il 17/nov/2011 14:13

Governo/ Berlusconi bifronte: Ok Monti, ma democrazia è sospesa

Duro con Colle, agita piazza e stoppa patrimoniale: "Non lascio"

Governo/ Berlusconi bifronte: Ok Monti, ma democrazia è sospesa

Roma, 17 nov. (askanews) - Due facce della stessa medaglia, non si sa fino a quando conciliabili. Silvio Berlusconi sposa la strategia 'bastone e carota', proprio nelle ore in cui Mario Monti si presenta alle Camere insieme al nuovo governo. Il Cavaliere alterna così promesse di "correttezza" nei confronti del nuovo esecutivo a un no secco all'ipotesi di un'imposta patrimoniale, mette assieme il sì "compatto" all'ex commissario Ue all'allarme per la "sospensione della democrazia" provocata dall'ascesa di un governo non eletto. Per questo, come anticipato ieri a margine dell'ufficio di Presidenza, pensa anche al ricorso alla piazza, magari proprio il prossimo due dicembre. Di buon mattino si presenta davanti ai senatori del Pdl, al momento il suo punto di forza grazie a numeri migliori di quelli della Camera. Berlusconi riferisce loro di un retroscena, innanzitutto: avevo chiesto al professore di fare il ministro dell'Economia, poi anche il premier di centrodestra, ma alla fine si sono realizzate larghe intese. E' andata così, ora la linea sarà quella di valutare "volta per volta" i provvedimenti, decidendo se sostenerli. Ma la convinzione nella forza del Popolo della libertà è incrollabile: "Quanto durerà il governo Monti dipenderà anche da noi che siamo decisivi anche nella nuova maggioranza", ricorda a tutti Berlusconi. Prima di tentare di dettare l'agenda al nuovo esecutivo, Berlusconi si toglie un sassolino: "Dicevano che il problema eravamo noi, ma visto l'andamento dei mercati....". Come a dire, lo spread non arretra e non era dunque colpa del governo Berlusconi. Poi l'ormai ex premier lancia alcune proposte: il governo non dovrà occuparsi di legge elettorale, ma a essa si dovrà mettere mano prima di tornare al voto; resta comunque necessario intervenire sul regime delle intercettazioni e sulla giustizia; nessuna patrimoniale godrà del sostegno del Pdl, "l'abbiamo già detto a Monti". A rovinare il clima di larghe intese bastano però un paio di passaggi dell'intervento pronunciato a porte chiuse dal Cavaliere. Il primo è riservato a Giorgio Napolitano che, dal Colle, "ci correggeva con la matita rossa, come una maestra con i bambini delle elementari". Il secondo al governo Monti, un esecutivo "non eletto" che rappresenta una "sospensione certo negativa della democrazia: la decisione finale ci è stata praticamente imposta, con i tempi voluti dal presidente della Repubblica". Tornerà spesso, il concetto. Così come ancora si discuterà dell'uscita di scena (definitiva?) di Berlusconi: "So che volevate che mi ritirassi a scrivere le mie memorie. Non sarà così".

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