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pubblicato il 17/feb/2014 19:49

Governo: Balduzzi, maggioranza condivida percorso riforme

Governo: Balduzzi, maggioranza condivida percorso riforme

(ASCA) - Roma, 17 feb 2014 - '' 'Penso che siamo nella piu' corretta tradizione parlamentare. Il partito di maggioranza relativa e pivot della coalizione decide, per ragioni di cui in quanto costituzionalista prendo atto, la sostituzione del presidente del Consiglio con il proprio segretario di partito. Il presidente del Consiglio presenta le sue dimissioni al Capo dello Stato e questi, al termine delle consultazioni (consuetudine costituzionale!), affida l'incarico accettato con riserva. Da manuale di diritto costituzionale. Ricordo anche che, quando ci fu la ''staffetta'' tra lady Thatcher e John Major, nel 1990, su di essa non ci fu alcun dibattito nella Camera dei Comuni. E nel Regno Unito non c'e' l'obbligo di fiducia iniziale''.

Risponde cosi' Renato Balduzzi, costituzionalista, attuale deputato di Scelta Civica, alla richiesta dell'Asca di un giudizio sulle procedure con cui si e' arrivati all'incarico a Renzi per la formazione del governo.

D.: Scelta Civica insiste per riforme strutturali a livello economico e del lavoro.

R.: Confidiamo che vi siano le condizioni per un patto di coalizione serio e analitico, le sole che possono garantire alla legislatura non solo di durare, ma di essere efficace.

Senza efficacia la durata non ha alcun valore. Penso che un patto di questo genere abbia bisogno di tempo e che quindi sia opportuno prendere il tempo che serve per accordarsi sulle linee di fondo e sulle priorita' generali, assumendo l'impegno, per non allungare troppo la crisi di governo, di approfondire, nelle settimane successive alla fiducia, gli ulteriori contenuti del patto di coalizione. Nessuna cambiale in bianco, insomma.

D.: Lei e' responsabile per le riforme istituzionali del movimento politico cui appartiene. C'e' un legame tra le riforme strutturali e quelle istituzionali? .

R.: Direi di si. Non credo possibile giungere davvero a costruire un'economia sociale di mercato altamente competitiva al di fuori di un quadro di regole istituzionali efficaci e partecipate. E non penso soltanto alle regole che assicurino la certezza dei tempi di decisione, o che favoriscano maggioranze politiche stabili e certezza nel riparto delle competenze tra i diversi livelli di governo. E' necessario che il maggior numero possibile di cittadini senta le regole elettorali e quelle istituzionali (il bicameralismo, per esempio, o il regionalismo) come giuste, eque, amiche.

D.: La maggioranza sulle regole deve essere piu' larga di quella che vota la fiducia al Governo? .

R.: Credo buona cosa che sulle regole si cerchi la condivisione al di la' della maggioranza governativa.

Maggioranza piu' larga non significa pero' una maggioranza diversa, che esistano cioe' due maggioranze, una per governare e una, con partner diversi, per fare le riforme. Se cosi' fosse, verrebbe indebolita quella necessaria convinzione sulla bonta' delle regole. E sarebbe indebolita la stessa forza di cambiamento espressa dalla maggioranza di governo.

D.: Vi sono temi, come quello della famiglia e delle politiche familiari, che rischiano di essere divisivi all'interno della coalizione di governo ...

R.: Trovo del tutto singolare che la famiglia, simbolo quanto mai evidente di unione e di unita', possa diventare un tema divisivo, tanto piu' in presenza di norme equilibrate come gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione italiana. Per le politiche familiari, poi, sarebbe sufficiente mettere nero su bianco quanto conferenze nazionali, forum di diverse provenienze, proposte di legge annose. Mi piacerebbe che anche su questi temi si esercitasse il cambio di passo. E non mi si venga a dire che questi sono i temi soliti di noi cattolici, questi sono i temi di tutti.

D.: Dopo l'esperienza nel governo Monti pensa ad un nuovo impegno?.

R.: Ho avuto modo in piu' sedi, anche interne a Scelta Civica, di rappresentare la mia preferenza, in questa legislatura, per l'impegno assunto come presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali. Il regionalismo e' un elemento essenziale del tipo di Stato italiano, e' sotto tensione per una serie di motivi, alcuni riferibili ai comportamenti di molte regioni, altri a ragioni strutturali interne e sovranazionali. Dobbiamo riformarlo senza negarlo e soffocarlo. Il ruolo della Commissione bicamerale e' cruciale, e va preso sul serio.

Proprio domani comincia, con un momento di studio alla Camera, un cammino di riflessione e proposta cui la commissione associera' la dottrina costituzionalistica piu' accreditata, insieme alle rappresentanze della Repubblica nelle sue diverse articolazioni.

D.: In questi mesi l'Associazione Mondi Vitali, da lei presieduta e ispirata al sociologo Achille Ardigo' ha sviluppato una serie di iniziative.

R.: Sono convinto, ma con me molte altre persone, che per il rilancio della nostra vita pubblica sia indispensabile un rilancio di cultura politica. Per il cattolicesimo democratico, nella cui storia e nel cui presente Mondi Vitali si iscrive, si tratta non tanto e non soltanto di non disperdere un pur ragguardevole patrimonio, ma di concorrere alla vita della polis con quella originalita' di apporto che viene da un'esperienza capace ancora oggi di coniugare riflessione teorica e coerenza di vita, tensione etica e aderenza alla realta'. E di farlo con una rete nazionale, che tema insieme i tanti mondi vitali del territorio italiano.

sat/

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