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pubblicato il 28/feb/2013 14:25

Governo: Amato, unica soluzione e' esecutivo di minoranza

Governo: Amato, unica soluzione e' esecutivo di minoranza

(ASCA) - Roma, 28 feb - ''Quante volte era stato detto che, continuando sulla sola strada intrapresa, si sarebbe minata la coesione sociale? Il risultato elettorale italiano ci spiega esattamente che cosa questo significa. Non necessariamente turbolenze sociali, ma prima o poi un cambiamento del panorama politico, con milioni e milioni di cittadini che dicono basta e che si affidano non piu' alla ragionevolezza dei ragionevoli, ma a chi il loro basta lo condivide e lo amplifica. Specie quando -va aggiunto- scandali e piccole e grandi ruberie concorrono ad alimentare sfiducia e discredito (magari anche a danno di chi non li merita). Siamo a questo punto in Italia e il Parlamento che ne e' uscito e' un Parlamento a tre punte, che vanno tutte in direzioni diverse''. Lo scrive Giuliano Amato in un editoriale che compare oggi su ''l'Unita'''. ''C'e' una via di uscita - prosegue - un modo di evitare l'ingovernabilita' e quindi un ritorno immediato alle urne com'e' capitato in Grecia? Un governo fondato su un patto pre-costituito di maggioranza sembra ad oggi improbabile. Certo, molti italiani sarebbero contenti se il Capo dello Stato riuscisse a convincere i responsabili delle tre punte ad accantonare le differenze maggiori in nome dell'interesse nazionale e a condurle verso un programma ridotto ma robusto per poterlo realizzare. Non e' pero' un'impresa facile e molte ragioni, o non ragioni, militano nel renderla forse impossibile. Ove cosi' fosse, non resterebbe che il governo di minoranza, che la maggioranza se la va a cercare presentandosi in Parlamento''. Conclude l'ex premier: ''Quando cio' si rende inevitabile, la figura alla quale e' meglio affidarsi - dicono i manuali- e' quella del presidente del Senato, la cui legittimazione istituzionale lo abilita appunto ad andare in Parlamento senza avere alle spalle un patto di maggioranza. Subito dopo le elezioni, pero', neppure questa strada e' praticabile, giacche' il presidente del Senato deve essere ancora eletto e lo si dovrebbe spostare il giorno dopo la sua stessa elezione, rendendo cosi' piu' apparente che reale la legittimazione insita nella sua carica. E allora l'unica legittimazione che rimane, per tentare il governo di minoranza, e' quella proveniente dagli elettori, che va a chi e' arrivato primo alle elezioni''.

com-gar/sam/bra

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