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pubblicato il 03/set/2012 08:52

Governo/ Alfano: Mai alleati con chi va dietro alla Cgil

Monti può prendere impegni anche per chi verrà dopo di lui

Governo/ Alfano: Mai alleati con chi va dietro alla Cgil

Roma, 3 set. (askanews) - "Noi pensiamo che il governo possa assumere impegni anche per chi verrà dopo Monti". E alle prossime elezioni "non contempliamo l'ipotesi di pareggio e io sono convinto e auspico che alla fine vinceremo noi con Silvio Berlusconi". Insomma, niente Grande Coalizione nel 2013 e mai "in maggioranza con chi va dietro alla Cgil". Lo sancisce il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che in una lunga intervista al Messaggero spiega la linea del suo partito sui principali temi della ripresa autunnale. Sul dopo Monti, Alfano chiarisce di aver "insistito ulteriormente" per la ricandidatura di Berlusconi e auspica di trovare un'intesa "rapidissima" per la riforma della legge elettorale. "Pensiamo anche - precisa - che su alcune questioni, come il consistente premio da attribuire al primo partito, si possa trovare un accordo". Quello su cui bisogna essere chiari, però, sono le alleanze: con la Lega il Pdl governa "in tante regioni", mentre "Casini ha fatto nella sostanza una scelta che lo porta a sinistra". "Noi gareggiamo per vincere", aggiunge il segretario, sostenendo che "si deve dire con chiarezza che a sinistra c'è chi accetta un'alleanza dove il peso decisivo sulle questioni economiche ce l'hanno la Cgil e le posizioni più massimaliste della sinistra antimercato e antimpresa". Detto questo, Alfano spiega poi che, al di là delle competizioni elettorali, l'Italia deve cercare di farcela da sola, perchè "i mercati chiedono stabilità per il futuro". Del resto, il segretario si dice convinto di essere alla "vigilia di un autunno di montagne russe sia per l'Italia che per l'Europa" e per questo schiera il suo partito dalla parte di chi vuole "proporre". "Abbiamo presentato - dice - un nostro contributo teso alla riduzione del nostro debito pubblico con una quota di patrimonio pubblico che non va venduto o svenduto, ma valorizzato". Il tutto, con l'obiettivo di far calare lo spread e ridurre le tasse, "unico modo" per far ripartire fiducia e consumi.

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