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pubblicato il 18/giu/2013 16:29

Google: Garanti Ue, occhiali 'Glass' rispettino privacy cittadini

(ASCA) - Roma, 18 giu - Quali informazioni raccoglie Google attraverso i ''Glass'', i famosi occhiali a realta' aumentata? Con chi le condivide? Come intende utilizzarle? Come viene garantito il rispetto delle legislazioni sulla privacy? Come pensa Google di risolvere il problematico aspetto della raccolta di informazioni di persone che, a loro insaputa, vengono ''riprese'' e ''registrate'' tramite i Glass? Sono solo alcune delle questioni che le Autorita' di protezione dati di diversi continenti riunite nel Gpen (Global Privacy Enforcement Network), hanno messo nero su bianco in una lettera inviata alla multinazionale californiana sullo sviluppo di Google Glass, una tecnologia in via di sperimentazione legata all'elaborazione elettronica dei dati, indossabile sotto forma di occhiali, che comprende una microcamera, un microfono ed un dispositivo Gps con accesso ad Internet. Le autorita' per la privacy, tra le quali il Garante italiano, hanno espresso ''preoccupazione riguardo all'impatto privacy che puo' derivare dall'uso dei Google Glass e forti timori sul possibile futuro uso di sistemi di ''riconoscimento facciale''.

Le Autorita' hanno quindi chiesto alla societa' ''un sollecito riscontro sulle implicazioni privacy legate allo sviluppo di questa nuova tecnologia e sulle misure che intende prendere per garantire il rispetto della vita privata in tutti i Paesi del mondo''. Google e' stata invitata ad un confronto, attraverso incontri e dimostrazioni pratiche sull'uso dei ''super-occhiali''. Nonostante l'esigenza piu' volte affermata che la privacy ''sia parte integrante della progettazione di ogni prodotto e servizio prima del lancio, nessuna Autorita' di protezione dati e' stata sentita dalla multinazionale e le uniche informazioni di cui dispongono i Garanti, derivano in gran parte dai media o dalla pubblicizzazione del dispositivo ''ad opera della stessa Google. ''Le nuove tecnologie sono state sempre connotate dal binomio ''opportunita'- rischi'' - afferma Antonello Soro, presidente del Garante privacy - ma certo i Google Glass lasciano prevedere grandi pericoli per la vita privata.

Chiunque finisse nel raggio visivo di chi indossa questi occhiali - continua Soro - potrebbe, a quanto e' dato sapere, venire fotografato, filmato, riconosciuto e, una volta avuto accesso ai suoi dati sparsi sul web, individuato nei suoi gusti, nelle sue opinioni, nelle sue scelte di vita. La sua vita gli verrebbe in qualche modo sottratta per finire nelle micro memorie degli occhiali o rilanciata in rete. Ci sono gia' norme che vietano la messa on line di dati personali senza il consenso degli interessati. Ma di fronte a questi strumenti le leggi non bastano: serve un salto di consapevolezza da parte di fornitori i servizi Internet, degli sviluppatori di software, e degli utenti. E' indispensabile ormai riuscire a promuovere a livello globale un uso etico delle nuove tecnologie''.

com/rus

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