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pubblicato il 12/apr/2011 18:57

Giustizia/Tar rinvia a Consulta media-conciliazione, Oua:Ora stop

"Ministro Alfano sospenda obbligatorietà". Anf: Subito un decreto

Giustizia/Tar rinvia a Consulta media-conciliazione, Oua:Ora stop

Roma, 12 apr. (askanews) - Sarà la Corte costituzionale a pronunciarsi sulla media-conciliazione obbligatoria. Il Tar del Lazio ha rinviato, infatti, il provvedimento alla Consulta. Decisione "storica" per l'Organismo unitario dell'avvocatura, che sottolinea come il nodo centrale sia "la stessa obbligatorietà prevista dal ministero della Giustizia". L'Oua chiede ora al ministro Alfano di "sospendere la obbligatorietà della mediaconciliazione che viola gli articoli 24 e 77 della Costituzione - insiste il presidente Maurizio de Tilla - riaprendo il dialogo con l'avvocatura, che su questa questione è compatta, come dimostrano le 140 adesioni di Ordini degli avvocati di tutta Italia e delle maggioranza delle associazioni forensi all'astensione dalle udienze e alla manifestazione di Roma del 14 aprile. E di ripartire da un confronto più ampio senza ideologismi che coinvolga i partiti di maggioranza e opposizione, la stessa magistratura, e tutti gli operatori del settore giustizia". "Il sistema di obbligatorietà introdotto in Italia - sostiene il leader degli avvocati - è estraneo a tutti i Paesi europei e contrasta con la libertà di accesso dei cittadini alla giustizia imponendo costi, procedure e ricadute illegittime sul processo. Ci appelliamo al senso di responsabilità del Governo e del Parlamento per eliminare un istituto (quello della obbligatorietà della conciliazione che danneggia i cittadini) ed è viziato di palese incostituzionalità". D'accordo l'Associazione nazionale forense: "E' giunto il momento di fare autocritica e ascoltare i suggerimenti - dice il segretario Ester Perifano - di chi con le leggi pratica quotidianamente, come gli avvocati. Chiediamo al Governo un decreto legge che, in attesa della decisione della Consulta e della discussione in Parlamento dei ddl di modifica al decreto 28, sospenda l'efficacia delle norme in odore di incostituzionalità. Diversamente la giustizia civile, già ora in difficoltà come ci ricorda spesso la Corte di Strasburgo, finirebbe nel caos, con grandi disagi per i cittadini chiamati, ancora una volta, a pagare il conto di una politica pasticciona e disattenta".

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