martedì 17 gennaio | 06:27
pubblicato il 28/mar/2011 19:37

Giustizia/Governo non esclude modifiche su responsabilità giudici

Toghe sul piede di guerra, domani commissione Csm darà suo parere

Giustizia/Governo non esclude modifiche su responsabilità giudici

Roma, 28 mar. (askanews) - Sono 270 gli emendamenti alla proposta di legge sul processo breve da oggi all'esame dell'aula della Camera. Sono 170, invece, quelli presentati in relazione alla norma sulla responsabilità civile dei giudici, introdotta con un emendamento del relatore, il leghista Gianluca Pini, alla legge comunitaria, altro provvedimento il cui esame è iniziato oggi nell'aula di Montecitorio. Su quest'ultima norma la stessa maggioranza, del resto, coltiva dubbi consistenti: "Non escludo che il Governo presenti emendamenti", ha commentato il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo, secondo il quale "recependo le osservazioni approvate (a maggioranza, ndr) dalla commissione Giustizia il problema sarebbe risolto". Lo stesso Pini, assediato in questi giorni dai cronisti come mai in vita sua, non ha sciolto ancora la riserva su una eventuale riformulazione del suo emendamento. Sulla responsabilità civile l'Udc ha lanciato un appello in aula alla maggioranza: "Ripensateci, siamo pronti a discutere di una riforma", ha detto Roberto Rao accusando Pdl e Lega di "revanscismo puerile se non pericoloso contro i magistrati". Per il Pd si tratta di una norma "punitiva". Ma il conflitto non resta chiuso nelle aule parlamentari: al Csm è scontro dopo la convocazione straordinaria della sesta commissione, decisa nonostante la settimana 'bianca' (cioè senza sedute del Csm) dal suo presidente, il 'togato' Vittorio Borraccetti di Magistratura democratica, per discutere proprio del blitz della maggioranza sulla responsabilità civile. I consigieri 'laici' del Pdl hanno scritto a lui e al vicepresidente del Csm Michele Vietti diffidandoli di fatto a dare un 'parere non richiesto' sulla norma e denunciando "l'intento di instaurare direttamente un irrituale confronto critico con le Camere, mentre è in atto il procedimento legislativo". Una diffida che non ha fermato Borraccetti e i togati: la commissione si riunirà e a Vietti è stato chiesto (non in modo formale, finora) di far presente al presidente della Repubblica anche la necessità di un plenum straordinario sull'argomento. Lo stesso Vietti, peraltro, ha risposto ai consiglieri di centrodestra spiegando che la convocazione della commissione è conforme alla prassi. (segue)

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