martedì 28 febbraio | 13:35
pubblicato il 25/mar/2011 21:00

Giustizia/ Protestano toghe onorarie, dal 4 all'8 aprile sciopero

Ingiusto aumento contributo per finanziare 600 giudici ausiliari

Giustizia/ Protestano toghe onorarie, dal 4 all'8 aprile sciopero

Roma, 25 mar. (askanews) - Nuova protesta di giudici e pubblici ministeri onorari, che da lunedì 4 a venerdì 8 aprile si asterranno dalle udienze e da ogni attività d'ufficio. Motivo, quella che la Federmot considera "una provocazione", ovvero "la presentazione da parte del ministro della Giustizia di un disegno di legge che prevede di aumentare del 50 per cento il contributo unificato nei giudizi di impugnazione, per finanziare la retribuzione di 600 giudici ausiliari, da reclutare tra avvocati dello Stato e magistrati a riposo, che dovrebbero ricevere 200 euro per ogni sentenza fino a un massimo di 20 mila euro all'anno (per un totale di 100 sentenze all'anno), da aggiungersi all'intero trattamento di quiescenza". Una scelta che rappresenta, sostiene ancora l'associazione che li rappresenta, "la massima ingiustizia nei confronti di tutti i magistrati onorari di tribunale che lavorano come precari dal 1998, privi di previdenza e indennità di malattia, pur contribuendo con le ritenute d'acconto trattenute dallo Stato a finanziare la pensione altrui". E che "rappresenta un insulto per tutti i magistrati onorari a cui il Governo sta chiedendo indietro metà dei compensi degli ultimi cinque anni, permettendosi di appropriarsi indebitamente della loro retribuzione per il lavoro attuale". Inoltre, denuncia ancora Federmot, si tratta di "una beffa per i giudici onorari che dal 1998 emettono gratuitamente sentenze nel nome del popolo italiano, ricevendo il misero compenso di 73 euro netti ad udienza (ognuna delle quali li obbliga a motivare numerose sentenze). Per meno di 20 mila euro oggi ci sono giudici onorari che depositano ben più di 200 sentenze all'anno, oltre a più numerosi decreti e ordinanze, e da oggi potranno tollerare ancora meno di avere ereditato cause da decidere proprio dai numerosi magistrati di ruolo andati in pensione per evitare la rateizzazione della liquidazione". Federmot contesta al ministro Angelino Alfano di essere "venuto meno all'impegno di presentare in Parlamento entro il 2010 un disegno di legge che garantisse la permanenza nelle attuali funzioni dei magistrati onorari di tribunale, ai quali aveva dato atto di essere una risorsa fondamentale per la Giustizia, che lo Stato non si poteva permettere di sprecare". "Ben altri interessi, invece, il Governo sta dimostrando di coltivare", denuncia l'associazione delle toghe onorarie, che chiede all'Anm di condividere le ragioni della protesta e le proposte di legge presentate.

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