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pubblicato il 18/apr/2011 17:54

Giustizia/ Napolitano:Si è toccato limite,rischio degenerazione

"Ignobile manifesto a Milano sulle Br in Procura"

Giustizia/ Napolitano:Si è toccato limite,rischio degenerazione

Roma, 18 apr. (askanews) - "Nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sulla giustizia, si sta toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni". Lo ha scritto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera al Vicepresidente del Csm Michele Viett, ricordando "il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti". Napolitano definisce inoltre "provocazIone ignobile" i manifesti affissi a Milano che accostano alle Br le toghe meneghine. Nella lettera a Vietti, Napolitano ricorda che "il prossimo 9 maggio si celebrerà al Quirinale il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice. Quest'anno, il nostro omaggio sarà reso in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane". Tra loro, sottolinea, "si collocano in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche. Le sarò perciò grato se, a mio nome, vorrà invitare alla cerimonia i famigliari dei magistrati uccisi e, assieme, i presidenti e i procuratori generali delle Corti di Appello di Genova, Milano, Salerno e Roma, vertici distrettuali degli uffici presso i quali prestavano la loro opera Emilio Alessandrini, Mario Amato, Fedele Calvosa, Francesco Coco, Guido Galli, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione". La scelta che oggi viene annunciata per il prossimo Giorno della Memoria, scrive ancora Napolitano, "costituisce anche una risposta all'ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta 'Associazione dalla parte della democrazia', per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non. Essa indica, inoltre, come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull'amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti".

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