sabato 21 gennaio | 23:51
pubblicato il 08/mag/2011 15:51

Giustizia/ Napolitano: Da magistrati fermezza e legalità

"Come negli anni del terrorismo, no a rottura legalità"

Giustizia/ Napolitano: Da magistrati fermezza e legalità

Roma, 8 mag. (askanews) - Dai magistrati, come dagli altri uomini di legge (avvocati e docenti di diritto) negli anni del terrorismo "venne un contributo peculiare di fermezza, di coraggio e insieme di quotidiana serenità e umanità nello svolgimento di una funzione essenziale per poter resistere all'ondata terroristica e averne ragione: la funzione dell'amministrare la giustizia secondo legge e secondo Costituzione, sempre, contro ogni minaccia e ogni prevaricazione". E' quanto ha sottolineato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, nella prefazione al volume "Nel loro segno" pubblicato dal Csm in ricordo dei 26 magistrati vittime del terrorismo e delle stragi di mafia alla vigilia della "Giornata della memoria". Dal sacrificio di quei 26 giudci, Napolitano trae una lezione sempre valida: "No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma: è un imperativo da non trascurare in nessun momento, in funzione della lotta che oggi si combatte, anche con importanti successi, soprattutto contro la criminalità organizzata, ma più in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell'Italia". Napolitano ha ricordato come "negli anni degli attentati terroristici, l'Italia corse rischi estremi. Sapemmo uscirne nettamente, pur pagando duri prezzi, e avemmo così la prova di quanto profonde fossero nel nostro popolo le riserve di attaccamento alla libertà, alla legalità, ai principi costituzionali della convivenza democratica, su cui poter contare". Ebbene, è l'invito del Capo dello Stato, "quelle riserve vanno accuratamente preservate, ravvivate, e messe in campo contro ogni nuova minaccia nella situazione attuale del paese e del mondo che ci circonda. E' infatti necessario tenere sempre alta la guardia sia contro il riattizzarsi di focolai di fanatismo politico e ideologico sia contro l'aggressione mafiosa". Il "no alla violenza e alla rottura della legalità" è dunque "il contributo che può venire - specie alle nuove generazioni - da una sempre più ricca pratica della memoria".

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