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pubblicato il 31/gen/2013 19:34

Giustizia: Md, separare attivita' magistrati da esperienza...(1 upd)

(ASCA) - Roma, 31 gen - E' necessario elaborare strumenti per garantire ''un'effettiva e visibile separazione tra l'esercizio dell'attivita' giurisdizionale e l'esperienza politica per non incorrere in forme piu' o meno mascherate di conflitto di interessi''. Lo afferma il segretario di Magistratura Democratica Piergiorgio Morosini, aprendo i lavori del XIX congresso della corrente togata e facendo evidente riferimento alla partecipazione alle prossime elezioni politiche di magistrati quali Ingroia, Grasso, Dambruoso.

Fra l'altro ''negli ultimi anni - rileva Morosini - si sono riproposti nel circuito giudiziario modelli e valori che sono vecchi di 50 anni, come il carrierismo e l'individualismo. Si accredita un momento di magistrato molto proiettato sui suoi bisogni personali. L'Anm oggi - nota il segretario di MD - e' bersaglio di una contestazione strisciante al proprio interno, accusata di creare una casta di magistrati dedita a carriere parallele. Tutto questo puo' alimentare una disgregazione e una disaffezione molto pericolosi''.

In ogni caso per Morosini ''resta un'esigenza esistenziale del magistrato democratico rifiutare una visione burocratica del nostro ruolo. Anche per questi due motivi abbiamo affrontato i nostri problemi interni cercando di coinvolgere le diverse anime del nostro gruppo. Posso dire da segretario generale che non si ricandida che abbiamo sempre provato a fare il meglio, con umilta', serieta' e passione civile''.

Il segretario di MD sostiene che ''abbiamo ancora tanti problemi nella nomina di tanti uffici. Abbiamo sempre piu' un problema di questione morale.

Indagini in varie parti del paese hanno fatto emergere la disponibita' di taluni colleghi al tentativo di far convergere interessi pubblici e privati. Dobbiamo avere la forza e il coraggio di saper intervenire sui nostri iscritti che violano il codice deontologico. Credo sarebbe importante approvare in questo congresso l'introduzione del collegio dei probiviri''.

Il congresso, per Morosini, ''e' anche il momento per far emergere gli errori e le mancanze. Non voglio sottrarmi a questa responsabilita'.

In Italia ancora oggi il magistrato ha un osservatorio privilegiato sulla questione dei diritti.

Veniamo da anni che possiamo definire di democrazia autoritaria. Dal novembre 2011 abbiamo avuto il cosiddetto governo dei tecnici, salutato anche da una parte del mondo progressista in maniera positiva, che pero' in nome della necessita' di far quadrare i conti ha portato a un ulteriore deperimento dei diritti fondamentali''.

fdv

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