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pubblicato il 10/mar/2011 14:02

Giustizia/ Le 10 leggi per cambiare sistema giudiziario

Separazione carriere con doppio Csm e Alta Corte Disciplinare

Giustizia/ Le 10 leggi per cambiare sistema giudiziario

Roma, 10 mar. (askanews) - Con il Cdm straordinario di oggi, il governo ha dato il via a un cambiamento radicale dell'ordinamento giudiziario, con profonde modifiche anche alla Costituzione. Il tutto, hanno spiegato sia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che il ministro della Giustizia Angelino Alfano, verrà presentato al Parlamento sotto forma di dieci ddl che arriveranno alle Camera in successione, ma che "avranno percorsi singoli". Di seguito, l'elenco delle 10 leggi fatto dal premier e i punti salienti della riforma. LEGGI PER CAMBIARE LA GIUSTIZIA - "Legge sulla separazione delle carriere; Legge per istituire e dar vita alla composizione dei due consigli superiori della magistratura; legge per regolamentare l'obbligatorietà dell'azione penale; legge istitutiva dell'Alta corte di disciplina; legge per il trasferimento d'ufficio dei magistrati; legge per regolamentare i rapporti tra pm e pg; lege sui criteri di esercizio azione penale; legge per istituire l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione in primo grado; legge per la nomina elettiva magistrati onorari; legge per istituire la responsabilità civile dei magistrati". SEPARAZIONE DELLE CARRIERE - Scuole di formazione, concorsi e iter carrieristici completamente separati tra magistratura giudicante e requirente, con il dichiarato intento di stabilire finalmente la completa parità tra accusa e difesa. Questo è uno dei punti più controversi della riforma, perchè le toghe esprimono il timore che i pubblici ministeri finiscano direttamente sotto il controllo dell'esecutivo e vengano estromessi dall'ordine giudiziario. DOPPIO CSM - Con la separazione della carriere, dovrebbe venire introdotto un secondo Csm, in maniera che i due rami della magistratura abbiano organi di autogoverno separati. Entrambi saranno presieduti dal Capo dello Stato e saranno composti per una metà da togati eletti dai magistrati e per l'altra metà da laici nominati dal Parlamento. Nel Csm dei giudici entrerà di diritto il primo presidente della Cassazione, mentre in quello dei pm il Procuratore generale della Cassazione. NUOVA CORTE DISCIPLINARE - la riforma toglie al Csm la responsabilità disciplinare di giudici e pm, con la creazione di un'Alta Corte di disciplina "composta per metà da da magistrati e per laici eletti dal Parlamento tra coloro che abbiano competenze giuridiche consolidate". In questo modo si creeranno due organismi, i due Csm e l'Alta Corte, "del tutto indipendenti dal potere politico e dalle correnti della magistratura". OBBLIGO AZIONE PENALE - Resta l'obbligo per i magistrati di promuovere l'azione penale, ma secondo "criteri indicati dalla legge". Sarà quindi il Parlamento, con legge ordinaria, a stabilire la gerarchia dei reati da perseguire. RAPPORTO PM-POLIZIA GIUDIZIARIA - Cambia radicalmente il rapporto tra il pubblico ministero e la polizia giudiziaria. Se oggi gli investigatori sono infatti alle dirette dipendenze dei magistrati, con la riforma Alfano sarà il Parlamento, con legge ordinaria, a stabilire quali dovranno essere i rapporti tra magistrati e polizia giudiziaria. Verrà inoltre riassegnato a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza il potere di indirizzare le indagini, oggi affidato al magistrato. TRASFERIMENTI DEI MAGISTRATI - Con la riforma viene assegnato a entrambi i Csm il potere, qualora le circostanze o le necessità di copertura dei posti vacanti lo richiedano, di procedere al trasferimento d'ufficio dei magistrati. INAPPELLABILITA' DELLE SENTENZE - La riforma varata dal Cdm prevede il ritorno all'inappellabilità delle sentenze di assoluzione in primo grado. RESPONSABILITA' CIVILE MAGISTRATI - Le toghe verranno parificate agli altri dipendenti pubblici e saranno responsabili civilmente degli atti compiuti in violazione dei diritti. Inoltre, i magistrati saranno chiamati a rispondere di tasca propria di macroscopici errori giudiziari o di evidenti disservizi a loro imputabili. INTERCETTAZIONI - Pur non facendo parte del pacchetto di interventi sulla Costituzione, la riforma prevede anche una modifica della normativa sulle intercettazioni: massimo 75 giorni di tempo per gli ascolti e via libera alle orecchie elettroniche solo nel caso in cui siano presenti "gravi indizi di reato".

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