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pubblicato il 10/mar/2012 20:26

Giustizia/ Fumata grigia all'Anm ma Giunta unitaria è possibile

Cdc dopo voto, accento sui programmi. Nuovi vertici forse il 24

Giustizia/ Fumata grigia all'Anm ma Giunta unitaria è possibile

Roma, 10 mar. (askanews) - Nulla di fatto per i nuovi vertici dell'Associazione nazionale magistrati. Il primo Comitato direttivo centrale (Cdc) convocato dopo le elezioni si è concentrato sui programmi: in mancanza di una intesa fra le correnti, tutti dicono di non voler fare "una questione di nomi" per il nuovo presidente e la nuova Giunta esecutiva. Il Cdc è riconvocato il 24 marzo per provare a trovare una composizione unitaria, che tutte le correnti, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, ritengono necessaria. Per quella data forse, superate le schermaglie tattiche del dopo voto, i nuovi vertici saranno eletti. Le elezioni dell'Anm hanno sancito l'avanzata della minoranza interna 'di centrodestra' con Magistratura indipendente passata da 9 a 11 seggi e il suo leader Cosimo Ferri di gran lunga il più votato fra gli eletti. Ma la maggioranza uscente di centrosinistra (Unicost più Area, il cartello delle due correnti di sinistra Md e Movimenti), indebolita ma non umiliata dalle urne con 12 seggi per ciascuna lista nel nuovo Cdc, non è disponibile ad abiurare alla precedente gestione. "Il dato di affluenza - ha detto Piergiorgio Morosini, leader di Md - dimostra che la maggioranza dei magistrati si riconosce nell'Associazione". Quanto a Ferri, Per Valerio Fracassi, segretario di Movimenti, il suo successo si spiega con la strategia di presentarsi come 'capolista', mentre gli altri hanno composto liste più articolate "costruite sui territori" E comunque, "il nostro è un sistema proporzionale e non mi pare che Mi sia risultata la lista più votata". Marcello Matera di Unicost ha stigmatizzato le "strumentalizzazioni, le ipocrisie e le aggressioni verbali" della campagna elettorale e ha chiesto una convergenza "sui programmi": questione morale, no ai magistrati in politica che poi tornano in servizio, stop alle 'carriere parallele' e razionalizzazione degli incarichi 'fuori ruolo'. Il più votato di Unicost, Michele Ciambellini, ha rappresentato nel dibattito la diffidenza della corrente per la soluzione unitaria che pure sostiene: "La magistratura tutta ci chiede una Giunta unitaria ma su programmi e valori alti: no a un minimo comune denominatore", ha ammonito.

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