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pubblicato il 18/giu/2013 12:00

Giustizia/ Cancellieri: detenuti non pericolosi nelle caserme

A Repubblica: processo Berlusconi non influirà su governo

Giustizia/ Cancellieri: detenuti non pericolosi nelle caserme

Roma, 18 giu. (askanews) - I processi di Berlusconi? "Gli esiti non dovrebbero influire sulla tenuta del governo". Un'eventuale reazione rabbiosa dei suoi elettori? "Li rispetto, ma a loro dico che per prima cosa si rispettano le sentenze, di qualsiasi tenore esse siano". Le carceri? "Stiamo lavorando a un piano per ristrutturare una decina di caserme per detenuti non pericolosi". Gli immigrati morti? "Vorrei una giustizia durissima contro i trafficanti di esseri umani". Così, in una intervista a La Repubblica, il ministro di Grazia e Giustizia Anna Maria Cancellieri. Comincia domani, con la decisione della Consulta su Mediaset, la settimana dei processi di Berlusconi. Preoccupata? "Sicuramente andiamo incontro a un momento molto delicato. Ciononostante sono serena, perché - spiega il ministro - penso che questo governo è nato dalla volontà di fare cose utili per il Paese in un momento di straordinaria difficoltà. Ritengo predomini la necessità di dare risposte ai cittadini, affrontando le tematiche più urgenti e più pressanti per loro che ci impongono di andare avanti comunque". "Guai se il Paese perde il rispetto delle istituzioni e della legge, il rischio è che si rotoli nell'anarchia", prosegue Cancellieri. Quanto alle carceri, la manovra, assicura il ministro, non si esaurisce in 3-4mila posti in più. "Bisogna depenalizzare perché in Italia chi dà in autobus false generalità rischia fino a sei anni, la stessa pena di chi stampa moneta falsa. Servono sanzioni amministrative. Poi bisogna puntare sulle misure alternative, perché chi commette un reato non grave non deve per forza finire in carcere. Io, come cittadino, sarei più contenta se chi imbratta i muri li ripulisse, piuttosto che vederlo in prigione". Attualmente "a fronte di 47mila posti ci sono 66mila detenuti. Non bastano letti in più, servono carceri alternative per chi non è pericoloso in cui il detenuto possa lavorare e svolgere attività sociale". Il ministro sta "lavorando al progetto di creare un circuito di detenuti non pericolosi da sistemare in caserme distribuite in varie regioni. Ne abbiamo già individuate una decina da ristrutturare in tempi rapidi senza grossi investimenti".

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