martedì 28 febbraio | 14:02
pubblicato il 20/feb/2011 05:10

Giustizia/ Berlusconi vuole riforma della Corte Costituzionale

"Non temo il referendum, la Consulta cancella leggi giustissime"

Giustizia/ Berlusconi vuole riforma della Corte Costituzionale

Roma, 20 feb. (askanews) - Gli inviti alla cautela che da giorni le 'colombe' rivolgevano a Silvio Berlusconi si sono dissolti in una telefonata. Il premier collegandosi con una manifestazione organizzata a Cosenza da Fabrizio Cicchitto non soltanto ha ribadito che ormai ha messo il piede sull'acceleratore della riforma costituzionale della giustizia, ma che nel pacchetto c'è anche un nuovo assetto della Corte Costituzionale, rea di agire in combutta con i magistrati e di abolire leggi che invece sono "giustissime". Che la Corte sia nel mirino del premier non è fatto nuovo. Ma è altamente probabile che questa nuova esternazione, come già in passato, abbia fatto alzare le antenne del Quirinale che continua a essere fortemente preoccupato per il clima di scontro. Anche perché Berlusconi non mostra alcun interesse per un coinvolgimento dell'opposizione e anzi mette già in conto che la riforma sarà approvata "con i voti della maggioranza". Ben venga anche il referendum: il premier fa capire di non avere alcun timore perché ormai i cittadini hanno "le idee chiare sulla giustizia che dovremmo avere e non abbiamo". "Noi ripresenteremo tutte le riforme" dice il Cavaliere. E giù l'elenco: divisione degli ordini, separazione delle carriere, due Csm e metodo di elezione dei membri del Consiglio superiore della magistratura. Ma il premier rilancia anche l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione di primo grado e una "nuova regolamentazione" delle intercettazioni in nome della "difesa della privacy". E' alla Consulta, tuttavia, che il premier dedica il passaggio più incisivo. Con la riforma Alfano, sottolinea, "saranno necessari i due terzi dei componenti per abrogare le leggi" così sarà possibile evitare ciò che accade ora, ossia che "i magistrati di sinistra" quando una legge non piace "la impugnano davanti alla Consulta che è costituita in prevalenza da giudici che provengono dalla sinistra e dunque le abroga anche se sono leggi giustissime". Il premier non rinuncia comunque a tutto il resto del suo repertorio ormai classico: si descrive come l'uomo "più perseguitato della storia", spiega che da anni si tenta di eliminarlo "per via giudiziaria" e che tra Fini e la magistratura "c'è una patto mai smentito" che a lungo ha ostacolato la volontà riformatrice dell'esecutivo. Ma ancora una volta Berlusconi assicura che invece lui intende andare avanti anche perché il governo "è più coeso che mai", la Lega ha da poco confermato il suo "leale sostegno" e quindi si può guardare con serenità "fino alla fine della legislatura". Quanto all'opposizione, il Cavaliere a sinistra vede solo una "armata Brancaleone" che tenta di creare improbabili sante alleanze senza futuro né senso.

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