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pubblicato il 31/mar/2011 09:50

Giustizia/ Avvenire: 'Arena Montecitorio' è un danno per tutti

Il quotidiano Cei:estende area distacco da politica. Preoccupante

Giustizia/ Avvenire: 'Arena Montecitorio' è un danno per tutti

Roma, 31 mar. (askanews) - Il quotidiano della Cei, Avvenire, ha invitato i responsabili politici di maggioranza e opposizione a "guardare alla foresta e non all'albero", a "cercare le vie per far rientrare nell'ambito della contrapposizione fisiologica quello che ora sta diventando uno scontro patologico, alla fine dannoso per tutti". Alll'indomani della bagarre alla Camera sulla prescrizione breve e degli insulti del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quotidiano dei vescovi, in un editoriale dal titolo "Arena Montecitorio", ha rilevato come "il clima generale renda roventi anche questioni abbastanza ordinarie, come l'inversione dell'ordine dei lavori" in Aula: "Le forzature della maggioranza, che reagisce in modo un po muscolare all'ostruzionismo delle opposizioni - si legge - rappresentano ormai lo scenario consueto, che si colorisce di episodi sempre meno gradevoli, dagli insulti in Aula a Fini o a Franceschini da parte di La Russa all'inaccettabile tentativo di 'bloccare' gli ingressi di Montecitorio con finalità minatorie". "La spirale innestata dalla reciproca delegittimazione - ha sottolineato Avvenire - non si arresta e rischia di travolgere la già insidiata credibilità delle istituzioni su cui si fonda la democrazia. Come si può difendere il ruolo centrale del Parlamento e bloccarne il lavoro metodicamente con l'ostruzionismo e persino l'assedio oppure rivendicare un comportamento responsabile delle opposizioni quando si tende a gestire il calendario legislativo in modo arrogante e autosufficiente? Alla maggioranza spetta il diritto di portare al voto le riforme che intende realizzare ma è evidente che questo compito può trovare realizzazione efficace solo con il rispetto effettivo delle prerogative delle opposizioni e degli organismi di garanzia. Ora questo equilibrio necessario non esiste, si va avanti per strappi successivi attraverso rotture sempre più laceranti". Secondo Avvenire "le forze politiche sbagliano se pensano che l'esibizione della drammatizzazione dello scontro interno alle istituzioni produca consenso, l'effetto di galvanizzazione della parte più politicizzata che può dare questa fallace impressione ha come contropartita l'estensione dell'area di disinteresse e persino di ripulsa per la politica che assume dimensioni sempre più vaste e preoccupanti".

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