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pubblicato il 16/giu/2012 05:10

Giustizia/ Alfano rilancia linea dura: No fiducia su toghe

Gasparri: Al Senato salterà 'salva-Penati'. Ma Pd: Legge subito

Giustizia/ Alfano rilancia linea dura: No fiducia su toghe

Roma, 16 giu. (askanews) - Il Pdl rilancia la linea dura sulla giustizia: da un lato con il fuoco di sbarramento sulla cosiddetta 'salva-Penati' contenuta nel ddl anticorruzione; dall'altro con l'avvertimento lanciato da Angelino Alfano, che ufficializza il no preventivo alla fiducia sulla responsabilità civile dei magistrati, la norma anti-toghe contenuta nella legge comunitaria, pronunciato forte e chiaro alla Camera da Fabrizio Cicchitto. Al Senato, ha detto il segretario Pdl, "sosterremo la norma votata alla Camera e invitiamo il Governo a non porre la fiducia su questo tema. Se ci sarà da scegliere se stare con il Governo o con i cittadini il Pdl sceglierà di stare dalla parte dei cittadini e non voteremo la fiducia". Il tema della fiducia è "prematuro", ha sempre sostenuto il ministro della Giustizia Paola Severino. La norma votata alla Camera di cui parla Alfano, l'emendamento del leghista Gianluca Pini che conferisce a cittadini e imprese la possibilità di citare direttamente in giudizio qualsiasi magistrato, è difficilmente sostenibile così com'è anche dal Pdl. E da mesi in Parlamento si dice che non passerebbe il vaglio del Quirinale, che probabilmente ha già fatto filtrare qualche osservazione critica. "Ma la sensazione - dice una fonte interna alla magistratura che conosce bene le dinamiche politiche del centrodestra - è che stiano tentando di alzare la posta". E in effetti è già pronto un piano B al Senato: il Governo ha proposto una correzione che ripristina la responsabilità indiretta, l'ex ministro azzurro Nitto Palma ha presentato un subemendamento che elimina il filtro di ammissibilità dei ricorsi sulla giustizia e il tetto alla rivalsa dello Stato sulle toghe. Ad accendere lo scontro politico è Maurizio Gasparri, che ha lanciato un avvertimento: "Il Pd non si illuda di far passare il salva-Penati al Senato": si tratta dello spacchettamento, contenuto nel ddl anticorruzione, del reato di concussione, che potrebbe portare alla prescrizione una parte delle accuse contro l'ex braccio destro del leader del Pd Bersani. "Il testo passato ieri alla Camera - ha replicato Anna Finocchiaro (Pd) - è certamente perfettibile, ma è un buon testo e ed è importante per il Paese che diventi legge al più presto. L'unico modo per far sì che questo avvenga è non cambiarne una virgola e votarlo al più presto anche in Senato". Controreplica di Gasparri: "Ovvio che la senatrice Finocchiaro non voglia cambiare il testo pro-Penati. Poi come glielo spiega a Bersani?". Il leader democratico, dal canto suo, ha negato l'esistenza di una norma Penati, e sul destino di un possibile accordo sul ddl, si è limitato a dire che "bisogna chiederlo alla destra, noi siamo per chiuderlo domani mattina".

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