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pubblicato il 10/set/2014 18:32

Giornalisti Tg3 a Vigilanza: riforma Gubitosi riduce pluralismo

Rai non diventi organo di propaganda. Chiediamo audizione Cdr (ASCA) - Roma, 10 set 2014 - "In Rai le cose devono cambiare, ma bisogna cambiare di piu' e meglio. Il progetto di riforma dell'informazione presentato dal DG Gubitosi non cambia la Rai ma serve soltanto a ridurre il pluralismo, rischiando di cancellare le identita' delle testate a cominciare dal Tg3. Il pluralismo e' un patrimonio che appartiene al Paese e di cui oggi piu' che mai l'Italia ha bisogno". E' quanto scrivono i giornalisti e le giornaliste del Tg3 in una lettera aperta alla commissione di Vigilanza. "I giornalisti del Tg3 fanno appello al senso di responsabilita' dei membri della Commissione di Vigilanza : il Tg3 e' convinto che una riforma sia necessaria, ma appare evidente che un progetto di riforma del sistema dell'informazione del servizio pubblico che non parta dalla definizione del prodotto che si intende fornire agli italiani, sia destinato inevitabilmente a fallire - sottolineano i giornalisti -. Il DG parla di risparmi solo per l'informazione, senza considerare le tantissime altre voci di bilancio dell'Azienda. Il piano presentato da Gubitosi, piu' che avere un obiettivo economico sembra averne uno politico: gli accorpamenti delle varie testate, in assenza di una riforma della governance, consegnerebbero alla politica un potere quasi assoluto sull'informazione del servizio pubblico che rischierebbe di diventare l'organo di propaganda del governo di turno".

Secondo i giornalisti del Tg3 "il problema della liberta' di stampa e' quanto mai attuale nel nostro paese e i giornalisti del Tg3 non sono disposti a disperdere una tradizione di informazione che da sempre ha dato voce agli strati piu' deboli della popolazione, all'antimafia, alla parita' di genere, al mondo del lavoro, ad una visione alternativa della politica estera. Non capiamo il senso di un progetto che prevede da una parte l'accorpamento di TG1, TG2 e Rai Parlamento nella Newsroom 1 e dall'altra TG3, Rainews24 e TGR nella Newsroom2. Si perderebbe l'identita' dei vari telegiornali lasciando soltanto dei marchio come specchietti per le allodole senza una reale differenza nei contenuti. Chiediamo un'audizione del nostro cdr in Commissione di Vigilanza e nel contempo invitiamo nella nostra redazione i membri della commissione che vorranno verificare di persona come lavorano i giornalisti del TG3".

Pol/Gal

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