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pubblicato il 07/dic/2013 12:00

Ghedini smentisce cene allegre Cav a Tor Crescenza: invenzioni

"Il Fatto mente, tutto pagato regolarmente". Carfagna: non c'ero

Ghedini smentisce cene allegre Cav a Tor Crescenza: invenzioni

Roma, 7 dic. (askanews) - "Invenzione". Così il legale di fiducia di Silvio Berlusconi Niccolò Ghedini, senatore di Forza Italia, ha definito il racconto delle cene allegre e non troppo eleganti al castello romano di Tor Crescenze pubblicato oggi sul "il Fatto Quotidiano" che lo atribuisce a fonte anonima. "In relazione all'articolo apparso quest'oggi sul Fatto Quotidiano relativamente all'utilizzo del castello di Tor Crescenza da parte del Presidente Berlusconi - ha messo nero su bianco in una dichirazione Ghedini- si precisa che la richiesta di chiarimenti è pervenuta al mio Studio subito dopo l'orario di chiusura e non vi è stata quindi possibilità alcuna di interloquire. Nel merito la narrazione dell'anonimo è totalmente inventata e smentita dalla precisa documentazione dalla quale consta che tutti i rapporti economici sono stati regolati in modo più che trasparente e a mezzo bonifici bancari. Si tratta quindi dell'ennesima invenzione". "Ormai - ha fatto eco l'ex ministro Mara Carfagna, secondo il racconto fra le ospiti delle serate- non importa quello che si dice o da chi lo si fa dire, basta che sia fango. Sono 5 anni che Il Fatto Quotidiano tra blitz e maldicenze, cerca di accreditare la teoria che chi ha compiuto scelte politiche diverse dalle loro appartiene a categorie ignobili e prive di moralità. Ho cercato di 'difendermi' con il mio lavoro, ma quella del Fatto Quotidiano è una violenza inaccettabile che tende a delegittimare per l'ennesima volta la mia reputazione e la mia dignità". "Supporre o insinuare subdolamente - ha aggiunto Carfagna - che una bella donna se sta in Forza Italia lo fa perché è scesa a compromessi è una vergogna, un atteggiamento razzista e maschilista che mi indigna e che dovrebbe mortificare chi alimenta un tentativo di linciaggio umano e politico insopportabile. Non sono mai stata ad Arcore, come ho testimoniato dinnanzi al tribunale di Milano che ne ha preso atto. Né ho mai partecipato alle cene nel castello di Tor Crescenza. Tranne una volta assieme a molti altri parlamentari. Sarebbe bastato interpellarmi,come fanno tutti i giornalisti seri, per scoprire la verità- Porterò in tribunale questa gente e lo farò pur sapendo che nessun tribunale potrà restituirmi quello che mi è stato tolto e messo addosso".

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