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pubblicato il 14/giu/2013 19:30

Gay pride: Boldrini, questione di diritti. Nessuno puo' ridicolizzare

Gay pride: Boldrini, questione di diritti. Nessuno puo' ridicolizzare

(ASCA) - Roma, 14 giu - ''Siamo qui oggi per parlare di diritti, e nessuno ha il diritto di ridicolizzare questo nostro impegno: qui non vedo ne' carnevalate ne' pagliacciate. Si parla di diritti negati - e troppo spesso violati - sulla base dell'orientamento sessuale o dell'identita' di genere''.

Lo ha detto la presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini a Palermo al convegno di apertura del Gay Pride.

''E' di poche settimane fa -ha aggiunto- la pubblicazione di un importante studio dell'Agenzia europea per i Diritti fondamentali, dalla quale emerge che il 47% - una su due - delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender che vivono nei Paesi membri dell'Unione europea ha subi'to discriminazioni o abusi nei dodici mesi precedenti il sondaggio. Una su quattro e' stata aggredita fisicamente o ha rischiato di esserlo. E solo una persona LGBT su cinque ha sporto denuncia per le violenze subi'te''.

Fuori dall'Europa -ha proseguito Boldrini-, sono ancora tanti - troppi - i Paesi dove l'omosessualita' e' reato, dove un uomo gay o una donna lesbica possono essere detenuti o perfino uccisi per il solo fatto di amare una persona dello stesso sesso. E mentre siamo qui, nel cuore dell'Europa dei diritti, ai nostri confini orientali si moltiplicano i provvedimenti e le norme che criminalizzano gli omosessuali e chi ne difende i diritti. Violando l'articolo 19 della Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo, che sancisce il diritto alla liberta' d'espressione e di opinione, nonche' alla liberta' d'informazione, vengono approvate leggi contro la ''propaganda' in favore delle persone LBGT. In molti Paesi dell'Africa, vengono inasprite le pene per chi e' omosessuale o anche solo per chi ''mostra affetto' verso persone dello stesso sesso. E troppo spesso - lo dicono le organizzazioni internazionali e lo dice la stessa Agenzia europea per i Diritti fondamentali - chi fugge da questi Paesi per le persecuzioni subi'te o temute non trova protezione in Europa.

Molti Stati membri dell'UE non riconoscono infatti la protezione internazionale alle persone vittime di persecuzione a causa dell'orientamento sessuale o dell'identita' di genere, ritenendo che, qualora non rivelino la propria omosessualita', possano continuare a vivere nel loro Paese''.

''Si ritiene, dunque, che chi e' omosessuale debba nasconderlo, debba cioe' essere costretto non solo alla negazione dei propri diritti, ma anche alla solitudine. Da questa terra - tradizionalmente dedita all'accoglienza - arriva un messaggio chiaro e forte: non vi e' tutela e garanzia per i diritti senza inclusione, senza la scelta di strappare tutte le donne e tutti gli uomini a quella solitudine che e' figlia diretta delle discriminazioni e della negazione di diritti fondamentali. Alcune settimane fa -ha ricordato Boldrini-, e' stata pubblicata su un quotidiano la lettera di un adolescente omosessuale al quale ho sentito il bisogno di rispondere. Quel che piu' emergeva dalle sue parole era l'ineluttabile senso di condanna alla solitudine che nasce dalla tragica combinazione di pregiudizi, discriminazioni e silenzio delle istituzioni.

Quel ragazzo parlava della ''sfortuna di nascere omosessuali''. Possiamo comprendere queste parole, figlie di una disperazione che non e' ne' naturale ne' giusto provare a 17 anni. Ma ad esse va risposto che non esiste la categoria della ''sfortuna''. Esiste solo la categoria delle scelte e delle azioni politiche''.

''Devo fare una considerazione amara: la politica, in tema di diritti, avrebbe il compito di fare da apripista. E', invece, troppo spesso si muove in ritardo, a rimorchio delle scelte che una societa' matura reclama. Oggi -ha affermato Boldrini-, dobbiamo sapere andare oltre. Dobbiamo promuovere la discussione sulle leggi a tutela dei diritti delle coppie omosessuali. In diciotto Paesi dell'Unione europea i gay e le lesbiche hanno il diritto di sposarsi o di contrarre un'unione civile. L'Europa non ci chiede solo politiche di rigore fiscale, non ci chiede solo austerita'. L'Europa ci chiede anche di ampliare lo spettro dei diritti riconosciuti, ma non c'e' la stessa fretta su questo punto. E' importante ribadire che non esiste tutela dei diritti di una comunita' di persone se non dentro una cornice che includa ogni altra persona o ogni altra comunita'.

Voglio cogliere l'occasione per un chiarimento che ritengo importante: sostenere i diritti degli omosessuali non puo' e non deve essere in alcun modo contrapposto al sostegno verso la famiglia, la cui centralita' non e' assolutamente in discussione. Rafforzare le politiche a sostegno della famiglia e' un'esigenza che sento forte. Tanto piu' in un momento in cui la crisi economica colpisce duramente. Ma questo non mi impedisce di ribadire la necessita' di vedere rispettati anche i diritti delle comunita' LGBT.

Insomma, riconoscere diritti a chi non ne ha non significa toglierne agli altri''.

com-min

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